Alcune mie pubblicazioni
Le novità di questa seconda edizione sono solo nel documento che riporto in fondo, tradotto dall'inglese, nel quale trova conferma quello che dico da anni; e cioè che i vaccini sono armi biologiche per ridurre la popolazione mondiale.
Paolo De Bernardi (hanno collaborato Melissa Barbanera e Elena lodovichi)
Cosa si nasconde dietro l’influenza porcina?
Marcello Pamio – 31 luglio 2009
“Dopo la morte del figlio autistico: John Travolta lascia Scientologi”.
“Arriva finalmente la smentita del giovane ballerino: ‘Non sono il figlio illegittimo di Jacko’ “
Con tutto rispetto per la morte del figlio di Tony Manero e la scomparsa (non certo inattesa e inaspettata) di Michael Jackson, queste sono “notizie spazzatura” che vengono veicolate dai grandi e indipendenti giornali italiani per occupare da una parte i media e dall’altra il cervello dei loro lettori-sudditi.
Da una parte le notizie trash, dall’altra lo spietato quanto vergognoso terrorismo psicologico sulla pandemia di influenza che è pronta - e non si sa cosa sta aspettando - a decimare la popolazione del pianeta.
Forse, come ha dichiarato dal C.D.C. (Center for Disease Control) di Atlanta[1][1], la ricercatrice dell’Istituto Zooprofilattico Veneto, Ilaria Capua: “Ci stiamo preparando a un picco dal 10 agosto”.[2][2]
Quindi secondo gli esperti, il fantomatico virus A-H1N1 dell’influenza, sta aspettando con calma che arrivi il 10 agosto per infettare decine e decine di milioni di persone!
Certamente le fiabe dei fratelli Grimm sono molto più realistiche e credibili.
Le ultime dichiarazioni dell’O.M.S. (l’Organizzazione sovranazionale totalmente nelle mani delle lobbies del farmaco, ha dichiarato l’11 giugno 2009 Livello 6 di pandemia) apparentemente non lasciano spazio a dubbi: i casi di contagio ufficiali sono 175.000 e le vittime 1116.[3][3]
Addirittura il portavoce ufficiale dell’OMS, Gregory Hartl, ha dichiarato ultimamente in una conferenza stampa, che la nuova influenza si è ”diffusa in quasi il 100% dei paesi”[4] [4]
Dai dati ufficiali è importante sottolineare subito che la mortalità di questa influenza è bassissimo.
Secondo il "Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute" (Cnesps, Iss) "ogni anno si verificano in media 8000 decessi" per tutte le cause complicanze legate all'influenza stagionale (fonte Epicentro).
Quindi dove sta il pericolo dell'influenza porcina?
La storia non compresa, si sa, tende a ripetersi…
Facciamo un salto indietro e andiamo nel febbraio 1976, ed esattamente negli Stati Uniti d’America.
Le televisioni dell’epoca mandavano in onda continuamente spot pubblicitari per terrorizzare i sudditi americani e convincerli a farsi vaccinare contro... l’influenza suina!
Avete letto bene: influenza suina.
Fu il presidente Gerald Ford ad imporre il vaccino, dopo che l’epidemia colpì la base militare di Fort Dix nel New Jersey uccidendo 19 militari. Non è stato detto che molto probabilmente la vera causa di queste morti è da imputare ai numerosi vaccini che i soldati sono tenuti a fare…
Nella rivista britannica “Time” del 27 aprile 2009, si può leggere in che modo il vaccino del 1976 provocò dozzine di morti e gravi effetti collaterali come la Sindrome di Guillan-Barré (progressiva paralisi agli arti): ci furono più morti (oltre 30) per colpa del vaccino che per il virus dell’influenza suina[5][5].
Oggi, a distanza di ventitrè anni, la storia si sta ripentendo: i media trasmettono spot terroristici, i responsabili della salute pubblica creano paura e spingono alle vaccinazioni di massa, Big Pharma si frega le mani…
I morti e i danneggiati (e non per colpa del virus) cresceranno esponenzialmente parallelamente alle pratiche preventive come le vaccinazioni. Esattamente come in passato.
Gli affari d’oro per Big Pharma
A prescindere dalla pandemia i soldi nelle casse di Big Pharma[6][6] stanno già entrando a fiumi.
Stiamo parlando di un business da decine e decine di miliardi di dollari.
“Una delle maggiori banche d’investimento J.P. Morgan”, (dell’impero dei Rockefeller che partecipa attivamente all’affare), “ha calcolato che i governi dei vari paesi abbiano prenotato, presso le 3-4 aziende in grado di produrre il vaccino su larga scala, almeno 600 milioni di dosi”[7][7]
Alla fine però - sempre secondo J.P. Morgan - si dovranno sommare altre 350 milioni di dosi, che faranno lievitare le vendite di vaccini a circa 1 miliardi di dosi. Questo solo per i vaccini.
Al bottino dei vaccini, spartito tra i quattro giganti della farmaceutica (GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Novartis, Astra Zeneca), va aggiunto quello dei medicinali, dove primeggia Roche con l’ormai mitico Tamiflu e ancora la Glaxo con il Relenza.[8] [8]
Il mercato dei vaccini e tutto l’indotto (visto che spesso e volentieri i vaccini producono nuovi e futuri malati) è assai promettente, a questo punto va ricordato anche che la Wyeth (recentemente acquistata per 65 miliardi di dollari dalla Pfizer) produce il vaccino contro il pneumococco e la Merck quello contro il Papilloma virus.
Anche le fusioni e acquisizioni sono all’ordine del giorno: la Novartis ha comperato Chiron, Sanofi ha preso invece Aventis Pasteur e Acambis, Astra Zeneca Medimmune e Glaxo ID Biomedical.[9][9]
Detto questo, il vaccino per il virus A-H1N1 sarà pronto non prima dell’autunno prossimo, molto probabilmente tra ottobre e novembre.
«Sulla sicurezza del vaccino non si scende a compromessi» ha detto Keiji Fukuda, il vicedirettore generale dell’OMS,[10][10] e infatti secondo il quotidiano britannico “The Guardian”, per assicurare le centinaia di milioni di dosi entro l’autunno, l’EMEA (l’ente europeo dei farmaci) sta permettendo alle società produttrici di scavalcare la fase dei test su larga scala sugli uomini. In pratica l’Agenzia (strumento nelle mani delle solite lobbies), ha autorizzato la “procedura rapida”.
Il tutto ovviamente a discapito della sicurezza dei cittadini.
Poi si viene a sapere che Enrica Giorgetti, moglie dell'attuale Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, è Direttore Generale di Farmindustria (fonte, sito ufficiale di Farmindustria)
Quindi il responsabile del dicastero che controlla, tra le altre cose, la salute degli italiani è sposato con la direttrice della lobbies dei farmaci, che riunisce le 200 aziende del settore più influenti.
Non male come conflitto d'interessi!
La febbre porcina "contagia" anche i farmacisti
La rivista Altroconsumo ha denunciato ieri, 30 luglio 2009, che 14 farmacie su 20 da loro visitate, hanno venduto l'antivirale Tamiflu senza ricetta medica, pur essendo obbligatoria.
Una confezione costa la "modica" cifra di 36,80 euro!
Non solo, per accontentare anche le persone che non vogliono muoversi da casa, la Rete offre la primizia della Roche da 64 a 127 euro a scatola. (Ufficio stampa Altroconsumo, 30 luglio 2009).
Il Tamiflu viene spesso consigliato da medici e farmacisti compiacenti (che hanno il proprio tornaconto) e purtroppo molti italiani si preparano ad andare in ferie con l'antivirale in valigia. Questo è un banale esempio di come la pubblicità e il terrorismo mediatico agiscono sulle menti più deboli...
Ecco perché in America, oltre 3000 persone si sono offerte di fare da cavia per testare i vaccini, a fronte di 2800 soggetti richiesti dalla multinazionale che li produrrà (fonte, Ansa, "Il Sole 24 Ore" 29 luglio 2009).
La fallace teoria microbica
Cerchiamo di fare, una volta per tutte, un po’ di chiarezza su virus e microrganismi vari.
Uno dei padri fondatori della “Teoria dei Germi della Malattia” fu il chimico francese (e non medico) Louis Pasteur.
Il concetto da lui codificato, e cioè che i batteri sono la causa di malattie specifiche, è stato ufficialmente accettato come il fondamento della medicina allopatica e della microbiologia verso la fine del 1800 in Europa e poi nel mondo intero.
Tale teoria ovviamente fu accolta a braccia aperte dall’establishment medico-scientifico e dal nascente cartello farmaceutico che si stava organizzando attorno all’Associazione dei medici americani (A.M.A.), perché diede origine non solo alle vaccinazioni di massa ma anche allo sviluppo dei farmaci di sintesi.[11][11]
Analizzando l’evoluzione delle teoria microbica è doveroso inquadrala nella sua giusta prospettiva filosofica e porla nel contesto di filosofia biologica che dominava in quel periodo. Il XIX° fu infatti il secolo del grande sviluppo scientifico, nel quale avvenne il grande capovolgimento delle idee sulla malattia, la salute, la guarigione, la biologia stessa. Fu il secolo per esempio della teoria evoluzionistica di Charles Darwin.[12][12]
Di conseguenza quando il francese Louis Pasteur e il tedesco Robert Kock fecero la loro comparsa con la teoria dei microbi, avvenne la perfetta fusione con la filosofia biologica: nacque il germe maligno che invadeva il corpo, annientava le difese, si moltiplicava nei tessuti, proliferava, causava infezioni, malattie e distruggeva alla fine l’organismo[13] [13]. Cosa può desiderare di più una medicina sintomatica basata su una velenosa e tossica farmacopea, sempre più nelle mani delle lobbies?
E le case farmaceutiche possono desiderare qualcosa di meglio, di malattie provocate da un “essere” non visibile ad occhio umano che può essere ucciso solo da veleni chimici?
D'altronde la scienza batteriologica è piena di concezioni demonologiche di altri tempi[14][14].
Il passaggio dalla caccia allo spirito cattivo, malvagio, alla batteriologia è stato lento ma ha portato i suoi frutti: prima con la religione e oggi con la medicina.
Secondo la batteriologia moderna, i microbi sono ovunque, onnipresenti, vivono costantemente assieme a noi e dentro di noi. Viviamo tra loro, siamo totalmente e completamente dipendenti dai batteri.
Li abbiamo in bocca, nel naso, gola, occhi, stomaco, vescica, vagina, intestini e ogni apertura del corpo.
Sono con noi dalla nascita alla morte.
Se analizzassimo al microscopio una qualsiasi sezione del corpo, la pelle, le membrane mucose, le cavità, ecc. vedremo milioni di questi microrganismi: il tratto gastrointestinale del neonato, per esempio, non presenta batteri, ma nel giro di qualche ora se ne riempie.
Quindi i batteri costituiscono una realtà positiva e non possono essere la causa della malattia, almeno non nel senso convenzionale del termine: possono complicare certamente le malattie, ma non solo la causa scatenante!
La vita senza batteri sarebbe impossibile su questo pianeta: agiscono in fatti da “spazzini” riducendo la struttura molecolare complessa in una più semplice, operano fenomeni di scissione.[15][15]
Nel terreno i batteri fissano l’azoto presente nell’aria e lo convertono in nitrato necessario per l’assorbimento delle piante che poi grazie a questo potranno fornire le importantissime proteine vegetali… L’essere umano assimila le sostanze nutritive (vitamine, minerali, oligoelementi) che sono alla base della vita, contenute negli alimenti, perché il nostro intestino contiene miliardi di microrganismi (la cosiddetta “flora batterica”).[16][16]
I batteri, come è stato detto prima, fungono da veri e propri “spazzini” che riducono i tessuti morti o malati e non hanno alcuna influenza invece sui tessuti e sulle cellule vive!
Il fatto che i microbi siano incapaci di penetrare i tessuti sani dovrebbe illuminarci sul fatto che qualunque sia il ruolo che giocano i batteri nella produzione di alcuni tipi di malattia, sono sempre fattori secondari e mai primari. Non possono annidarsi nell’organismo, se non quando questo è stato sufficientemente alterato da altre cause da permettere questa intrusione.[17] [17]
Non sono la causa della malattia, anche perché dal punto di vista igienistico, la malattia non è qualcosa che arriva dall’esterno o che è provocata da qualcosa, è un processo biologico che viene messo in atto dal corpo stesso, con l’obiettivo di eliminare le tossine che stanno inquinando pericolosamente l’organismo.
Essendo i microrganismi parassiti, quando l’organismo si allontana dalla salute, da uno stile di vita sano e armonioso, i batteri iniziano a produrre scorie. Quando queste scorie si accumulano (tossine) si crea un terreno fertile alla loro proliferazione.
Svolgono il loro ruolo: ovunque c’è putrefazione, degenerazione essi sono attivi. Non sono nemici dell’organismo, ma ovviamente devono essere mantenuti in armonia. Svolgono le loro funzioni di parassiti quando l’organismo si allontana dalla salute. Elaborando le tossine, alcune delle quali sono potenti (tetano per esempio), possono complicare il quadro. Ma se le spore del tetano si trovano su una ferita chirurgicamente sterile sono innocui, perché non esistono i materiali adatti alla loro proliferazione.
Accumuliamo veleni multipli provenienti da alimenti sconvenienti alle nostre disposizioni biologiche, da alimenti cotti, condimenti, fritture, proteine coagulate dal caldo, residui organici non eliminati a causa dell’enervazione e dello stress o di un sonno insufficiente ed infine il consumo di medicine di ogni tipo
Tutto questo lo aveva scoperto un contemporaneo di Pasteur, il francese Antoine Bèchamp.
Questo batteriologo fece delle scoperte così straordinarie che giustamente vennero dimenticate dalla scienza proprio perché quest’ultima ha appoggiato in toto Pasteur.
Bèchamp ha spiegato il processo della fermentazione per quello che è: un processo di digestione di microrganismi; è stato il primo a descrivere il sangue non come liquido ma come tessuto fluente.
Bèchamp ha scoperto i microzimi (chiamati anche somatidi) e che i germi, sicuramente sono il risultato e non la causa della malattia.
Avete capito perché nelle università si studia Pasteur e non Bèchamp?
I microbi mutanti
Intorno agli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, il dottor Royal Raymond Rife con il microscopio che prese il suo nome, ha dimostrato che i germi sono il risultato delle malattie e non la causa.[20][20]
Ma non si limitò a questo, perché riuscì a dimostrare la capacità dei microrganismi di modificarsi dal livello (o forma) di batterio a quello di fungo per giungere all’ultimo stadio: la muffa[21] [21].
Il dottor Rife identificò ben 10 famiglie nello spettro dei microrganismi, all’interno delle quali, un membro qualsiasi poteva trasformarsi in qualcos’altro a seconda del terreno biologico.[22][22]
Quindi i batteri sono in grado di sottoporsi a mutazioni in presenza di talune condizioni interne dell’organismo e infatti, ricerche scientifiche hanno dimostrato che cambia prima l’organismo e secondariamente i batteri.[23][23]
In Scozia nell’Università di Edimburgo per esempio, attraverso l’osservazione di pazienti è stato dimostrato che la flora batterica cambiava nel giro di poche ore parallelamente allo stato di salute del paziente stesso. Nel giro di minuti o qualche ora i batteri dentro e sul corpo si trasformavano proprio per il cambiamento verificatosi all’interno dell’organismo.[24] [24]
Dai somatidi ai virus?
Dal punto di vista biologico i virus non soddisfano i requisiti che deve possedere un organismo vivente: non respirano, non digeriscono e non hanno alcun metabolismo.
Sono semplicemente delle molecole di DNA (informazione) ricoperte da una membrana proteica.
Quindi biologicamente parlando i virus non sono esseri viventi e come per i batteri non possono interagire con le cellule vive, ma solo con quelle morte.
Con il suo microscopio il dottor Rife dimostrò che nel sangue di ogni essere vivente vi sono dei piccoli puntini chiamati “somatidi” o “microzimi”. I somatidi sono microscopiche forme di vita subcellulare in grado di riprodursi.[25][25]
Se l’ambiente che circonda le cellule, cioè il terreno biologico, diventa acido, inquinato dalle tossine, questi puntini si legano tra loro e si modificano in virus, batteri o funghi a seconda della situazione. Il loro lavoro, come abbiamo visto, è quello di ripulire il terreno dai tessuti morti e inquinati. [26][26]
Che fine ha fatto l'HIV?
Intorno agli anni '80 è apparso sulla scena il retrovirus HIV. "Scoperto", per modo di dire, dai furbastri Gallo e Montagnier, questo fantomatico virus - causa ufficiale della Sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) - doveva sterminare il mondo intiero. La "Peste del XX° secolo", com'era stato definito dai media, avrebbe decimato la popolazione mondiale e invece ad oggi, dopo oltre vent'anni si è ristretto a pochissimi gruppi a rischio, come i tossicodipendenti ed emotrasfusi. Questi due gruppi in particolare sono costantemente immunodepressi a causa dello stile di vita (droghe e appunto trasfusioni) e non certo per colpa di un virus!
La verità, sappiamo, è figlia del tempo, e infatti qualche giorno fa è uscita questa notizia: "tra infezione da HIV e di AIDS conclamato non ci sarebbe una relazione causa-effetto e tra le due potrebbe esserci più distanza di quanto si pensi".[27][27] [28]Finalmente sempre più scienziati e ricercatori indipendenti stanno prendendo le distanze dall'errata correlazione HIV = AIDS.
Esiste certamente una immunodepressione, chiamata per convenzione AIDS (anche se questo acronimo è molto deviante), ma questa non è causata da un virus, o retrovirus, bensì dal nostro stesso stile di vita: alimentazione errata, vita sregolata, utilizzo di droghe (cocaina, morfina, eroina, popper, lsd, sintetiche, ecc.), farmaci (antibiotici, steroidi, ecc.), trasfusioni di sangue (di per sé altamente immunosoppressive), trapianto di organi.
La Pandemia di influenza
Tutto quello che ho scritto precedentemente è solo per avvertire che la pandemia di influenza, tanto reclamizzata dai media e tanto paventata dagli esperti di turno, è ne più ne meno una truffa colossale molto pericolosa.
Truffa perché Big Pharma incamererà, e lo sta già facendo, miliardi di dollari alla faccia nostra e alla faccia della crisi economica; pericolosa perché nasconde un grossissimo problema di salute pubblica: i vaccini e i veleni chimici.
Quando inizieranno le vaccinazioni di massa, molto probabilmente tra settembre e novembre prossimi, il numero delle morti e dei danneggiati dai farmaci salirà alle stelle.
Abbiamo visto che i virus, come pure i batteri non possono fare nulla in un organismo sano il cui terreno è alcalino: lavorano solo sulle cellule morte e/o malate e/o debilitate.
I vaccini però contengono anche altre sostanze molto più tossiche di un virus (attenuato o morto che sia), e mi riferisco ai conservanti, ai metalli pensati come alluminio e mercurio e a tutti quei veleni tossici inseriti dentro per un qualche specifico motivo…
Queste tossine, sono pericolosissime per tutte le persone di salute cagionevole e per gli organismi ammalati e/o debilitati. La storia di nuovo insegna: durante la cosiddetta Spagnola nel 1918-1919 a e quella dell’influenza suina del 1976, il maggior numero di morti c’è stato solo tra i medicalizzati e i vaccinati! Ricordiamolo.
Ecco perché è necessario stare il più lontano possibile da tutte le pratiche mediche ufficiali (antibiotici, vaccini, farmaci, ecc.), non solo per non contribuire ad ingrassare le già grasse casse delle case farmaceutiche, ma soprattutto per non rischiare inutilmente con gli effetti collaterali, che saranno sicuramente pesanti.
Vaccinazioni obbligatorie?
In caso di pandemia, le linee guida dell’O.M.S. hanno un carattere vincolante su tutti i 194 paesi aderenti. Dall’11 giugno scorso siamo a livello 6, il massimo dell’allerta, per cui in una simile emergenza (creata ad arte dall’èlite) l’Organizzazione sovranazionale (gestita dalle lobbies del farmaco), può legittimamente “costringere” i propri sudditi a farsi vaccinare, a limitare gli spostamenti e imporre quarantene.
I governi di paesi come Inghilterra, Francia e Australia hanno già dichiarato l'intenzione di voler vaccinare (forse obbligatoriamente) l'intera popolazione
Addirittura l'esercito svizzero sta facendo incetta di vaccini (16 milioni di dosi che provengono da USA, Germania e Spagna) in vista di una vaccinazione di massa forzata della popolazione in autunno. (fonte, "Blaser Zeitung").
E in Italia cosa accadrà?
Cosa si nasconde dietro l'influenza porcina?
Da una parte abbiamo gli immancabili interessi economici, che anche in questo caso sono enormi. Calcolando vaccini, farmaci, antibiotici e tutto l'indotto (visite specialistiche, esami di laboratorio, mascherine, ricoveri, ecc.) stiamo parlando di un affare da centinaia di miliardi di dollari.
Dall'altra però c'è il controllo delle masse.
Nonostante quello che i medici dicono, i vaccini, quando va bene, e cioè quando non producono effetti collaterali immediati (danni vaccinali), indeboliscono il sistema immunitario e predispongono alla malattia futura perché inquinano l'organismo con metalli pesanti e altre tossine velenose (vedi collegamento tra mercurio e alluminio dei vaccini con la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e di Alzheimer...).
Quindi le case farmaceutiche non solo stanno incamerando miliardi attraverso la paura, ma si stanno anche ipotecando un mercato spropositato in futuro: milioni di nuovi malati.
E le persone malate non sono persone libere...
Infine c'è da tenere in considerazione anche coloro (gli organismi più deboli: giovani e anziani) che non riusciranno a superare la dose vaccinale stessa, proprio come accadde nelle grandi vaccinazioni di massa (Stati Uniti 1976, ecc.).
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1] CDC di Atlanta è il centro di controllo delle malattie
[2] “Il contagio. La ricercatrice dagli USA”, Francesca Visentin, “Corriere del Veneto”, 26 luglio 2009
[3] “Influenza A: 114 morti in 24 ore”, “Ansa”, 29 luglio 2009
[4] “Febbre suina: Oms, virus ormai in quasi il 100% dei paesi”, Adnkronos salute, 24 luglio 2009
[5] “How to Deal with Swine Flu: Heeding the Mistakes of
[6] Big Pharma s’intende le prime 10 corporation della chimica e farmaceutica: Pfizer, Glaxo Smith Kline, Johnson & Johnson, Merck; Novartis, Astra Zeneca, Roche, Bristol M. Squibb, Wyeth, Abbot Labs
[7] “Virus A, affari d’oro per Big Pharma. Il vaccino vale 10 miliardi di dollari”, Maurizio Ricci, “
[8] Idem
[9] Idem
[10] “Influenza A, preoccupazione sul vaccino”, 27 luglio 2009, “Il Gazzettino”
[11] “La medicina ortodossa scoprirà la cura del cancro”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[12] “La teoria microbica. L’azione dei batteri sull’organismo”, Dottor Alec Burton, “Scienza e Salute”, pag. 39 – giugno 1989
[13] Idem
[14] “La guerra microbica”, dottor Herbert Shelton, “Le Bon Guide de l’Hygienisme”
[15] “La teoria microbica. L’azione dei batteri sull’organismo”, Dottor Alec Burton, “Scienza e Salute”, pag. 39 – giugno 1989
[16] Idem
[17] “La guerra microbica”, dottor Herbert Shelton, “Le Bon Guide de l’Hygienisme”
[18] Idem
[19] “La medicina ortodossa scoprirà la cura del cancro”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[20] “La teoria dei germi come causa delle malattie”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[21] Idem
[22] Idem
[23] “La teoria microbica. L’azione dei batteri sull’organismo”, Dottor Alec Burton, “Scienza e Salute”, pag. 39 – giugno 1989
[24] Idem
[25] “La medicina ortodossa scoprirà la cura del cancro”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[26] Idem
DOCUMENTO tratto da
www.unfictional.com; ma vedi anche : www.theflucase.com
JOSEPH MOSHE (MOSSAD microbiologo): “Il vaccino antinfluenzale è un’arma biologica”
. Ieri (siamo ad agosto 2009) hanno voluto farci credere che Joseph Moshe era un pazzo e terrorista arrestato per l’attentato che consiste nell’aver collocato una bomba alla Casa Bianca. Un dettaglio interessante a proposito del suo arresto è che sembrava essere immune ai 5 gas lacrimogeni e ai 5 litri legali di spray al pepe spruzzati sulla sua faccia. Lui rimase tranquillamente all’interno della sua auto, come mostra il video testimoniante il suo arresto.
Il professor Moshe fu chiamato dal dottor A. True. Ott in uno show di diretta radiofonica diffusa sul territorio nazionale, rivendicando di essere un microbiologo che voleva allarmare la nazione riguardo i vaccini contro la febbre suina prodotti dalla Baxter BioPharma Solution. Disse che il laboratorio ucraino della Baxter stesse appunto producendo un’arma biologica mascherata come un vaccino. Sosteneva che il vaccino contenesse un additivo che indebolisce il sistema immunitario e che riproduce l’RNA dal virus responsabile della febbre spagnola, influenza pandemica del 1198 causando una malattia globale e una morte di massa.
Ricerche ci dicono che Bar-Joseph Moshe, non fece nessun attentato contro il presidente o la Casa Bianca; egli non menzionò nessuna bomba e nessun attacco. Successivamente informò la Casa Bianca del fatto che intendeva rendere pubbliche le sue informazioni. Quando vide degli uomini in tuta davanti casa sua, spaventato dal fatto che l’FBI fosse li per catturarlo, impacchettò alcuni dei suoi averi e li caricò nella sua macchina, e essendo un cittadino israeliano, tentò di raggiungere l’ambasciata israeliana, situata in prossimità dell’edificio federale dove ebbe luogo la resistenza. L’FBI e la squadra di artificieri lo precedettero raggiungendolo. Chi è quest’uomo? Il suo profilo su biodemexpert.com, dice che è un esperto di malattie delle piante, con molte pubblicazioni a suo nome, coinvolgenti la manipolazione genetica dei virus. Joseph Moshe fu mandato in Israele, niente era stato sentito da lui prima di quel momento. L’agenzia impiegata nella sua sorveglianza in California, non furono i servizi segreti, ma fu l’FBI, che aveva l’ordine di arrestarlo. Su un grosso e nero veicolo utilizzato per il suo arresto, c’era un marchingegno, che probabilmente danneggiò l’impianto elettrico della macchina di Moshe e ogni servizio che potesse essere usato per contattare i media o altri che potessero aiutarlo. Moshe non subì gli stessi effetti dei gas e dello spray al pepe che altri avrebbero riscontrato, perché aveva costruito una difesa immunitaria da queste armi come prodotto del suo allenamento. Moshe non venne ammanettato, perché non era sotto arresto. Tutto questo suona come una pazza teoria cospiratrice. Di certo lo è. Dovuta dalla scarsità e all’anonimato delle ricerche, dovremmo scartare questa ipotesi, se non fosse per alcuni fatti scomodi: Baxter Pharmaceutical è stata presa con le mani nel sacco, nella diffusione di organismi geneticamente creati H5N1, vaccino contro l’influenza aviaria come un’arma biologica letale, diffusa in tutto il mondo e destinata ad essere utilizzata per vaccinazioni umane. Questo è successo solo pochi mesi fa. E solo la fortuna ha impedito una catastrofe globale di proporzioni epiche. Baxter International inc, ha creato geneticamente il virus dell’influenza aviaria nel vaccino poi spedito in 18 nazioni. Solo grazie a una pura fortuna un laboratorio della Repubblica Ceca decise di testare il vaccino in una dozzina di furetti, che morirono tutti in pochi giorni. Fu notificato che l’organizzazione mondiale della sanità, evitò la catastrofe. Questo fu un deliberato atto della Baxter, perché aderito al BS3 bio-safety di terzo grado. Baxter ammise un errore. Tali distorsioni, sono totalmente impossibili a questo livello. Molti sistemi di sicurezza devono essere stati sabotati e molte persone chiave corrotte. Semplicemente tutto questo non può essere stato fatto senza istruzioni dell’interno. Non inviarono i prodotti sbagliati che hanno prodotto dozzine di litri di arma biologica ( entità geneticamente prodotteH5N1/ il virus dell’influenza aviaria), poi li diffusero come vaccino. La Baxter sapeva benissimo che il loro vaccino era letale, perché l’anno precedente l’avevano testato su decine di senzatetto polacchi, e dozzine di morti furono il risultato. Qual è il succo del discorso? Bè, Baxter adesso è processato per il deliberato studio della contaminazione di vaccini come armi biologiche da loro progettate per causare morti di massa. Questa è la lamentela. Jane Burgermaister è un esperta e rispettata giornalista. Lei non è la sola ad accusare Baxter di aver pianificato ed eseguito un piano per un genocidio globale. Altri stanno archiviando lamentele.Il motivo? L’ultima ricerca allude a questo. Avete sentito parlare di Georgia Guidestones? Un enorme monumento carico di simbolismi massonici, costato milioni di dollari, è stato eretto da uno sconosciuta e potentissima èlite (multimilionari con la capacità di erigere monumenti dovunque vogliano ), circa 30 anni fa. Esso offre degli alternativi “dieci comandamenti”, di cui il primo è lo sterminio di 6 miliardi e mezzo di persone che il pianeta, secondo loro, non potrebbe indefinitivamente sostenere. Gli schiavi sono necessari per produrre questo lusso, ma 500 milioni saranno abbastanza. Ma come potrebbe qualcuno uccidere la maggior parte della popolazione mondiale? Vaccinando il pianeta con un’arma biologica con mortalità pari o approssimata al 100%. Baxter avrebbe provveduto all’arma biologica come un vaccino a vantaggio delle popolazioni occidentali.
Risultato? Possiamo depredare l’Africa, non avremmo più competizioni con l’Asia, il petrolio sarebbe solo per gli occidentali e per nostro uso. Solo l’occidente e probabilmente la Cina sopravviverebbero. Rockfeller dice questo nel 1994 in una cena:” siamo sull’orlo di una trasformazione mondiale. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è la giusta crisi mondiale, e le nazioni accetteranno il new world order”. PNAC dice qualcosa di simile prima del 9/11.”
1- La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Roma, 22 ott.2009 (Adnkronos) - Nel concetto di famiglia devono includersi a pieno titoli tutte le coppie tra le quali "siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo". Parola di Cassazione secondo la quale per far rientrare nel concetto di famiglia, una coppia, anche di fatto è "sufficiente solo la stabilità del rapporto". In particolare i giudici della II Sezione penale (sentenza 40727) ricordano che il richiamo contenuto nell'art. 572 c.p. (che punisce i maltrattamenti in famiglia), "alla famiglia deve intendersi riferito ogni consorzio di persone fra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo".
Il Lodo Alfano che congela temporaneamente i processi a carico della 4 più alte cariche dello Stato è stato dichiarato contrario alla Costituzione dalla Consulta. Questa sentenza della Cassazione non pare turbare il rigore costituzionale degli ermellini: si può ritenere famiglia la convivenza di due banditi che vivono insieme da 5 anni e che si aiutano in casa e durante le rapine a non scivolare dai tetti. I tre banditi Bassotti sono una famiglia: si aiutano prima , durante e dopo le rapine. La maitresse e le sue ragazze che vivono da anni insieme e si aiutano sono una famiglia. Un gruppo qualsiasi di 4 o 5 persone che vivono insieme a qualsiasi titolo e che si danno una mano non sono famiglia? I giornali e la magistratura si occupano molto di trans e marachelle del premier (uno che, stando alla magistratura italiana, commette un reato ogni sei ore), ma non di questo tipo di sovversione destinata a creare caos e smarrimento sociale.
Paolo De Bernardi
| 29.10.2009 - L'attacco a Berlusconi è un attacco all'ENI | ![]() |
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di Stefano Vernole. Il "Partito Americano" vuole indebolire l'ENI per i suoi rapporti energetici con la Russia. |
L’attacco a Berlusconi è un attacco all’ENI
Il gip di Milano, Mariolina Panasiti, si è riservata di decidere sulla richiesta di interdizione presentata dalla Procura di Milano nei confronti di Eni, e della controllata Saipem, dal contrattare con alcune aziende petrolifere nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti pagate in Nigeria dal consorzio Tfkj per ottenere alcuni appalti.
Se il verdetto del tribunale milanese è ancora in sospeso, non ci sono invece dubbi sulle intenzioni del Partito Americano in Italia nei confronti dell’ENI.
Il fondo statunitense Knight Vinke, azionista dell’Eni, ritiene che una separazione delle attività del gas da quelle del petrolio aumenterebbe il valore del gruppo, supportato in questa curiosa tesi dal quotidiano “La Repubblica”, secondo il quale Eni “starebbe accumulando troppo potere” (sic).
Il giornale di De Benedetti informa, inoltre, che durante la tre giorni dell’Aspen Institute tenutasi a Lecce in questo fine settimana, Pierferdinando Casini e Massimo D’Alema avrebbero concordato sulla necessità di un “governo di salvezza nazionale” qualora Silvio Berlusconi riuscisse a far votare una riforma dello Stato in senso semipresidenzialista, “alla Chavez” (hanno aggiunto i due …).
Il leader dell’UDC ha anche fatto capire quale sarebbero i primi provvedimenti di questo governo anti-Berlusconi e cioè la privatizzazione totale dell’Eni, dell’Enel e di Finmeccanica, tre aziende i cui legami con la Russia si sono fatti sempre più intensi (ad essi seguirebbero probabilmente l’innalzamento dell’età pensionistica, come proposto da Mario Draghi …).
A tutte queste richieste “disinteressate” ha risposto prontamente l’amministratore delegato della compagnia con il “cane a sei zampe”, Paolo Scaroni, secondo il quale un’eventuale “spezzatino” (come proposto da Eric Knight) distruggerebbe le capacità operative del gruppo proprio nei paesi in cui Eni è il principale protagonista nell’esportazione di energia, Algeria, Libia ed Egitto.
Il Partito Americano, quindi antinazionale, non si fa scrupolo di utilizzare i burattini della colonia Italia per affermare i propri interessi; la politica geoeconomica condotta dall’Eni, con il suo supporto al gasdotto South Stream, rischia di compromettere l’accerchiamento della Russia che Washington aveva intrapreso imponendo l’allargamento della NATO ad Est.
Guardando poi a Sud, durante il Meeting delle Città del Mediterraneo, Berlusconi avrebbe affermato come quest’ultimo debba tornare ad essere “Mare Nostrum”, così da unire e non più dividere gli abitanti delle due sponde.
Sulla questione del “nucleare iraniano”, allora, si giocherà la partita decisiva per capire quanto l’attuale Governo faccia sul serio, ma è certo che i colpi di scena non mancheranno.
Paolo De Bernardi (le novità della seconda edizione sono tutte nella “Conclusione”, le novità della terza edizione sono nel paragrafo “Prove a mio favore”)
Per capire chi e perché sta cercando di far cadere Berlusconi bisogna fare una lunga premessa, che è quella che segue. Penso però che ne valga la pena, perché dopo questa lettura molte cose della storia di Italia e dell’attuale politica divengono chiare.Potrete finalmente sapere l'80% di cosa scriveranno Corriere della sera e Repubblica (il 20% è cronaca) prima ancora di averli aperti.Sarà un risparmio di tempo e denaro. Non sarà difficile indovinare che chi vuol far cadere Berlusconi vorrebbe come premier un Draghi , un Amato o un Monti.
Premessa
IL FILO ROSSO DELLA STORIA D’ITALIA. Questo filo rosso si chiama dipendenza energetica, quella che poi implica la dipendenza politica, culturale, militare, ecc. Perché è utile per il padrone mantenere il proprio sottomesso in dipendenza energetica? Perché se osservate le due ultime guerre mondiali noterete che le potenze centroeuropee le hanno perdute a causa della non autosufficienza energetica e delle materie prime, quelle che non mancarono alla più grande potenza coloniale del pianeta, che non perse guerre, neppure quella contro Napoleone, che tentò un embargo,malriuscito.
La dipendenza energetica è dipendenza e deve essere dipendenza dal petrolio; e quasi tutto il petrolio del mondo è sotto controllo angloamericano: le famose sette sorelle.
A questo punto, se osservate una carta europea, capite che per mantenere l’Italia in questa dipendenza energetica dal petrolio bisogna impedirle di guardare in due direzioni: l’est e il sud.
Le si impedisce di guardare ad est non semplicisticamente perché c’era il comunismo, infatti ancor oggi che non c’è più tale spauracchio vige il divieto (vedi come si è boicottato nel 2006 un tentativo di accordo ENI-GAZPROM), bensì perché un blocco energetico-politico euro asiatico verrebbe a costituire una superpotenza di tali dimensioni che risulterebbe invincibile, ed è ciò che gli anglo-americani da sempre tentano , con ogni mezzo di impedire. Per questo, innanzitutto Italia e Germania non devono legarsi ad est. Ecco come si spiega la campagna diffamatoria e giudiziaria contro l'ex premier tedesco Schroeder che ha firmato, nelle ultime fasi del suo mandato, un accordo con la GAZPROM per un gasdotto sottomarino (Northen Stream) che unisce (pericolosamente) Germania e Russia, dove la prima fornisce altissima tecnologia e la seconda quasi inesauribili riserve energetiche e a basso costo!
L’Italia non deve guardare neppure a sud, all’incirca per lo stesso motivo. Se infatti si legasse energeticamente ai paesi arabi, essa diverrebbe, col suo sviluppo tecnologico la prima potenza industriale del mediterraneo e dell’Europa, visto che data la vicinanza, potrebbe avere accesso privilegiato alle risorse energetiche del nord Africa e del medio oriente. Si riproporrebbe quel potente stato al centro del mediterraneo, come lo era il Regno delle due Sicilie borbonico, che la Gran Bretagna si impegnò ad eliminare utilizzando le ambizioni territoriali del Piemonte sabaudo, per avere lei il controllo di questo mare. Se guardate una cartina, vedete che non v’è nulla di più ovvio per l’Italia che sviluppare politiche energetiche ed economiche sul Mediterraneo, al centro del quale essa sta al centro come penisola, e al centro del quale essa starebbe come potenza economica e politica. E invece no. Tutti quei politici e manager che hanno tentato di fare questo, anche solo con una blanda politica mediterranea si sono rovinati: Mattei, Moro, Andreotti, Craxi… i quali non potevano non essere anche filopalestinesi, perché mediterraneo vuol dire molto mondo arabo....Ebbene il vero motivo per cui non si è ancora restaurata o raddoppiata la Salerno-Reggio Calabria è proprio questo divieto angloamericano di guardare a sud e al Mediterraneo. Il potere della mafia (quella col cui appoggio gli alleati sbarcarono in Sicilia nel ’43 e alla quale fu dato potere permanente sull’isola imponendo che essa avesse statuto autonomo, dopo avervi sbarcato 2000 membri di Cosa Nostra, tra cui Luky Luciano) è stato utilizzato a questo scopo, boicottando qualsiasi tentativo di sviluppo delle infrastrutture, affinché lo sviluppo industriale restasse a nord e guardasse all’Europa continentale e atlantica. Notate come la Commissione Europea (espressione degli interessi anglo-americani) prema per fare i trafori delle alte velocità al Nord e veda di cattivo occhio il ponte sullo stretto di Messina o una Salerno Reggio Calabria.
UNIONE EUROPEA. Se si è ben compresa questa premessa geopolitica che fa da filo conduttore tanto alla storia d’Italia, quanto a quella europea, allora ben si capisce che la cosiddetta “Europa unita” va in realtà intesa come “divisione dell’Eurasia” oppure come “Europa separata dall’Asia”. Sono gli Stati Uniti e l’Inghilterra ad aver promosso questa divisione sin dal dopoguerra proprio per impedire la formazione del blocco eurasiatico. Leggo dal Corsera:”L’idea di Europa unita sarebbe stata incoraggiata fin dalle origini dalla Cia, che ne avrebbe altresì foraggiato i sostenitori, dal cancelliere tedesco Konrad Adenauer, al primo ministro inglese Winston Churchill. Lo afferma il settimanale tedesco ‘Der Spiegel’ in un articolo che sarà pubblicato la prossima settimana, basato su una serie di inediti documenti britannici e statunitensi. Stando a questo materiale, i servizi segreti Usa avrebbero accordato compensi a vari politici europei di primissimo piano per le loro prese di posizione a favore dell’europeismo. Tra questi appunto Adenauer, primo cancelliere tedesco del dopoguerra, cui sarebbe andato un vero e proprio ‘onorario’ per aver partecipato nel ’53 a New York a un convegno destinato a promuovere l’unità europea. Ancora prima, nel 1948 (…) Churchill avrebbe percepito un ‘incentivo’ per appoggiare il movimento europeista appena fondato”[1][1][1]
L’attuale Commissione europea è un organismo apparentemente sovrano, essendo “affiancata” da circa 3000 comitati “consultivi”, i cui membri e le cui riunioni sono perlopiù segrete.
MATTEI. Presidente dell’Eni dal 1953, Mattei ne ha fatto l’unica vera multinazionale italiana del petrolio (la sesta o settima nella graduatoria mondiale). Egli si impegna ad assicurare l’autonomia energetica all’Italia facendo accordi diretti coi paesi produttori e rompendo il monopolio energetico delle “sette sorelle”. L’espressione è dello stesso Mattei, e designano: due britanniche 1 Royal Dutch Shell, 2 Anglo-Persian Oil Company (poi detta British Petroleum); e le altre cinque americane: 3 Standard Oil of New Jersey (poi detta Exxon), 4 Standard Oil of New York (poi detta Mobil), 5 Standard Oil of California (poi detta Chevron), 6 Texaco, 7 Gulf Oil.
Un passo indietro: Mussolini nel 1929 non volle concedere agli americani lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi siciliani, infatti, già dal 1926, era stata creata l’Agip (Agenzia Generale Italiana Petroli), alla quale fu affidato il compito di perforare il territorio italiano. Il geologo texano J. Elmer Thomas tornò a mani vuote. Nel 1945, facendo pressioni sul senatore A.Petretti e sull’allora ministro del tesoro Soleri, gli angloamericani tornarono a chiedere l’eliminazione dell’Agip, con la scusa che il suo mantenimento avrebbe assorbito troppo denaro pubblico, oppure facendo dire, al proprio segretario di stato J.C.Grew, che era da fascisti tenere in piedi aziende energetiche di stato; sarebbe stato meglio affidare a privati il proprio approvvigionamento energetico (si tenga conto che nel 1949 le Sette Sorelle detengono 82% della produzione del greggio). L’ultimo tentativo gli americani lo fecero offrendo una cifra enorme per acquistare l’Agip, e Mattei che allora era Commissario straordinario dell’Agip si oppose, decidendo anzi di rilanciare l’azienda, che nel 1949 scoprì i giacimenti di gas e petrolio di Cortemaggiore (da cui la benzina italiana “Supercortemaggiore”). Sul New York Time il 16 luglio 1949 usciva un articolo dove si diceva che la politica energetica italiana, volta a sfruttare monopolisticamente le risorse del sottosuolo italiano, potevano mettere in crisi i rapporti Italia-Usa. In Italia, Don Sturzo attaccava Mattei e si felicitò, inviando un telegramma, con l’americana Gulf quando questa riuscirà ad ottenere in provincia di Ragusa, nel 1953, 100.000 ettari per lo sfruttamento petrolifero (che entro breve diverranno750.000), contro i 4.600 assegnati all’Agip (che non andò oltre i 5000). Mattei, con l’Eni che nasceva nel 1953, sosteneva (e praticava) che lo stato in un settore strategico come l’energia dovesse essere sovrano e non dipendente dai ricatti dei privati. Mattei nel 1957, contrario Don Sturzo, fece iniziare la costruzione della centrale nucleare di Latina (nel 1959 in tutto il mondo ve n’erano solo due), che iniziò a funzionare nel 1963, fino al 1986 (anno del referendum); nel frattempo allacciava rapporti a fini energetici coi paesi comunisti e coi paesi arabi, ai quali l’Eni faceva condizioni molto più favorevoli degli americani nello sfruttamento dei pozzi (il 50-50,sia dei profitti, che delle spese di estrazione). La sua morte nel 1962 fu fatta passare per disgrazia, ma nel 1994 le indagini sono state riaperte, dopo che un pentito di mafia aveva rivelato che “l’eliminazione del presidente dell’Eni derivò da un accordo tra un gruppo di non meglio identificati ‘americani’ e Cosa Nostra: a mettere la piccola bomba nel dispositivo del carrello dell’aereo dell’Eni sarebbero stati alcuni uomini della famiglia mafiosa del boss Giuseppe Di Cristina”[2][2][2]. Questa dichiarazione fa eco a quella di Tommaso Buscetta e di altri boss mafiosi, che affermavano esser l’uccisione di Mattei un favore fatto da Cosa Nostra alle Sette Sorelle. Tutto questo l’atlantista Montanelli (che non poteva tollerare che l’Italia facesse accordi energetici con Russia e Paesi arabi) lo bollava come “dietrologia” e ancor oggi l’atlantista “Corriere della sera”, in occasione del centenario della nascita di Mattei, scrive che “la pista di don masino (Buscetta) non c’entra”[3][3][3]. La procura di Pavia, dopo aver accertato che Mattei fu ucciso ha archiviato nel 1995 l’inchiesta per l’impossibilità, dopo tanti anni di raccoglier prove sui mandanti. Il contadino di Bascapé che raccontò ai giornali di aver visto l’esplosione in volo (dunque non disgrazia) fu pesantemente minacciato (ritrattò tutto, dopo essersi beccato anche un rinvio a giudizio con l’accusa di favoreggiamento); anche i familiari che cercavano la verità furono minacciati. Il giornalista Mauro De Mauro che svolgeva indagini sul “caso Mattei”, su incarico del regista Francesco Rosi, fu ucciso (oggetto di lupara bianca il 16 settembre 1970). La stessa morte di Pasolini potrebbe iscriversi in questo contesto, non casualmente avvenuta proprio quando stava per scrivere il romanzo Petrolio: “Con Petrolio –scrive D’Elia in Il petrolio delle stragi, Effigie editore- Pasolini aveva capito troppe cose, non solo del delitto Mattei, ma anche delle stragi. Il romanzo incompiuto conteneva un capitolo intitolato Lampi sull’Eni, per la cui stesura lo scrittore si era servito di documenti riservati dell’Eni in cui venivano avanzati sospetti sulla morte di Mattei.”[4][4][4] . Grazie a questa coraggiosa politica di Mattei, contro la quale strillavano e ancor oggi strillano i corifei delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni, l’Italia, per la prima volta nella propria storia può avere accesso diretto alle fonti petrolifere, con contratti con paesi che le hanno consentito di approvvigionarsi di energia a basso costo (il petrolio russo costava il 20% in meno di quello americano), cosa che ha consentito il cosidetto “miracolo economico italiano”, facendo di questo paese la sesta potenza industriale del mondo, e consentendo alle famiglie di vivere con una bolletta energetica modesta. Molto di questo merito va a Mattei, il quale diceva:”Ho lottato contro l’idea fissa che esisteva nel mio Paese: che l’Italia fosse condannata ad essere un povera per mancanza di materie prime e di fonti energetiche….Io lotto contro il cartello [petrolifero anglo-americano] non solo perché è oligopolistico, ma perché è maltusiano e maltusiano ai danni dei paesi produttori, come ai danni dei paesi consumatori”[5][5][5].
A questo punto, sempre tenendo fermo il filo conduttore:”mantenere l’Italia in dipendenza energetica e impedire il blocco eurasiatico”, ecco che si chiarisce ciò che questo noto giornalista non sa spiegarsi, ossia come mai nel 2000 venga abolita la direzione esteri dell’Eni e cioè quella rete di uffici di rappresentanza in paesi di quasi tutto il mondo, realizzata ai tempi di Mattei:”Fu questa la felice stagione della politica mediterranea dell’Italia, tanto criticata a Washington, a Parigi e a Londra….Con una nota del 3 agosto 1999 Vittorio Mincato (amministratore delegato) ha abolito la famosa direzione esteri…E Luciano Sgubini (direttore Agip, da sempre critico verso la struttura diplomatica dell’Eni) ha addirittura deciso, d’accordo con l’attuale presidente Mincato di dare il colpo finale alla ‘Farnesina’ dell’Eni e di chiudere definitivamente alcune sedi in Asia, Africa ed Europa (i nomi sono ancora segreti) e di richiamare in Patria uomini di grande esperienza”[6][6][6]. Provate a indovinare chi ha dato a questi signori l’elenco delle sedi da chiudere subito.
CASO MORO I servizi segreti italiani e le forze di sicurezza erano in quel periodo egemonizzate dalla loggia P2 (Propaganda 2), le cui azioni e obiettivi sono nettamente atlantisti. Va ricordato che uno dei capi dei servizi segreti di allora (SID),il generale Maletti e Francesco Cossiga, "gladiatore" confesso e già Ministro degli Interni nel periodo del sequestro dell'onorevole Moro, ammisero che la P2 aveva costituito un circolo di potere dell'oltranzismo atlantico e che Gelli stesso (a capo della P2) era alle dipendenze di personaggi d'oltreoceano. Inoltre Cossiga affermò, in un'altra occasione, che una sua fonte gli aveva riferito che la loggia coperta P2 era stata costituita nella base NATO e americana di Napoli ed era composta da militari e civili al servizio degli USA.
Al 1969 si può datare l’inizio della “strategia della tensione in Italia” ma anche nell’Europa occidentale. Secondo il “contractor” CIA Brenneke lo stesso Gelli era un “contractor” CIA e l’agenzia si serviva della P2 per alimentare il terrorismo e la tensione. Secondo il giornalista Paolo Cucchiarelli, Kissinger e l’ammiraglio Haig convinsero Gelli ad iniziare 400 alti ufficiali delle forze armate alla P2. Si trattava , evidentemente , di un reclutamento per un futuro colpo di stato o per azioni importanti all’interno dello stato. Il giornalista Bellini , ex collaborazione dei servizi segreti inglesi, riferiva del coinvolgimento di Kissinger nella strategia della tensione e nella strage di piazza Fontana. Nello stesso 1969 Luttwak , un “consulente” del Pentagono , scriveva “Tecniche per un colpo di stato” in cui venivano descritte le tattiche di “colpo di stato” tramite la penetrazione nelle istituzioni , insomma si tratta delle tattiche che poi verranno utilizzate dalla P2. Cossiga affermò sulla P2 che la lista completa degli appartenenti alla loggia era depositata al Pentagono e ciò farebbe pensare ad un legame proprio con la DIA (servizio segreto del Pentagono). Un altro piduista, il colonnello Viviani, in forza al SID, affermava che erano proprio gli americani della CIA a convincere i militari a iscriversi alla P2. Il vicecapo a Roma della CIA Sednaoui reclutava per la GLADIO fra i membri della loggia coperta, mentre il capostazione CIA Stone era lui stesso iscritto alla P2 ,segno che, forse, si trattava dell’ufficiale di collegamento fra CIA e P2. Secondo il massone Belluscio la stessa iscrizione alla massoneria (aggiungiamo per prudenza l’aggettivo “deviata”) era una condizione che favoriva l’accesso al livello di massima segretezza della NATO. Vi è quindi una connessione DIA – CIA – P2 e massoneria (deviata?) – GLADIO .
La P2 fu (è) promotrice di un progetto politico per l’Italia chiamato “Piano di Rinascita Democratica” che prevedeva fra l’altro il ridimensionamento del ruolo del Parlamento , l’infiltrazione delle istituzioni, l’indebolimento dei sindacati, il controllo dell’Esecutivo sulla Magistratura e il controllo della stampa e dei mass media in generale. Secondo Flamigni il Piano della P2 assomiglierebbe ad un documento della Trilateral (USA , Europa occidentale ,Giappone) , l’associazione dei Rockfeller che contribuì alla diffusione del nuovo “credo”neocapitalista e neoliberista. E questo è un punto importante, perché spiega come mai la maggior parte dei politici, uomini d’affari, direttori di giornali e opinion leader italiani provengano dalla Trilaterale o dal Bilderberg, organismi di cui i giornali non debbono parlare.
Rockfeller era un repubblicano dell’ala “liberal” e liberista. La Trilateral era una sorta di prolungamento del Council on Foreign Affairs e del Bildenberg il comitato euroatlantico. Queste grosse e potenti associazioni accoglievano alti massoni, politici, diplomatici, imprenditori, finanzieri, scienziati, intellettuali e giornalisti che si riconoscevano in un “pensiero” che predicava l’egemonia anglosassone, la collaborazione fra USA e Gran Bretagna da un lato e fra USA , Europa Occidentale e Giappone dall’altro, il neoliberismo e un elitarismo tecnocratico. La stessa amministrazione repubblicana di Reagan (fortemente sostenuto per la presidenza dai Rockfeller) adotterà una decisa linea neoliberista. Sulla Trilateral ci sono altri elementi interessanti da aggiungere: c’è l’ipotesi, che la Fondazione Rockfeller abbia finanziato la scuola di lingue parigina Hyperion e borse di studio per viaggi negli USA di intellettuali dell’estrema sinistra italiana quali il prof. Negri, teorico dell’Autonomia. Secondo un articolo di Pecorelli Toni Negri collaborava con i servizi segreti italiani. Probabilmente Pecorelli scriveva a ragion veduta visto che nella sua redazione lavorava un ex militante di Potere Operaio, l’organizzazione cui apparteneva Negri. Ad esempio l’Hyperion fu fondata da fuoriusciti italiani che avevano aderito al progetto brigatista della lotta armata entrati in contatto con intellettuali francesi provenienti dal Sessantotto. Si tratta dei cosiddetti nouveaux philosophes che si erano convertiti all’”antisovietismo” come Glucksmann e Levy. Il loro credo politico è molto vicino a quello dei neoconservatori tipo Ledeen, personaggio che ha avuto un ruolo importante nella vicenda Moro. D’altronde il fondatore del neoconservatorismo era un ex trockista chiamato Leo Strauss. Molti esponenti dell’ala neoconservatrice erano stati trockisti , o vicini all’estrema sinistra come lo stesso Ledeen. Secondo i neoconservatori americani i democratici erano attestati su posizioni troppo filoarabe per cui conveniva rivolgersi ai repubblicani reaganiani. I neoconservatori, infatti , sostenevano con forza l’asse USA – Israele. Su posizioni simili a quelle di Glucksmann e di Levy troviamo in Italia il leader di Lotta Continua Adriano Sofri e ricordiamo che il giornale Lotta Continua veniva stampato da una tipografia di proprietà di un uomo della CIA, tale Cunningham, che peraltro era molto vicino ai repubblicani. Alla fine non stupisce che Carter avesse perso le elezioni e che il reaganismo si fosse imposto.
L'11 giugno 2005, durante il Convegno dal titolo "16 marzo – 9 maggio 1978, Operazione Moro" organizzato dalla Fondazione Sandro Pertini e dalla sezione di Trevignano dei DS, Giovanni Galloni, già dirigente democristiano e collaboratore di Moro fece delle importanti rivelazioni. Innanzitutto ribadì come vi fosse animosità da parte del solito Kissinger nei confronti di Moro per la linea di collaborazione con i comunisti, ma anche da parte del Primo Ministro israeliano Rabin per la politica filoaraba dello statista democristiano,poi fece un accostamento, un paragone fra il caso di Abu Omar e quello di Moro. Come è noto Abu Omar, sospetto reclutatore di terroristi islamisti, fu rapito da un "commando" della CIA per essere portato nella base americana di Aviano e, da qui, attraverso i voli segreti della CIA, in Egitto per essere "interrogato". Il tutto avvenne, o con l'inerzia, o con la complicità del SISMI italiano diretto da Pollari. Ricordando come vi siano delle buone probabilità che, sia Hauser/Lausen, sia Stark fossero stati "esfiltrati" attraverso voli segreti forse della CIA partiti dalla base americana vicino a Pisa, c'è qualche motivo di prestare attenzione alle parole di Galloni, il quale lascerebbe intendere che l'operazione Moro è stata anche un‘operazione americana (oltre che israeliana). Secondo l'ex democristiano due settimane prima della strage di via Fani Moro gli aveva espresso delle preoccupazioni che riportò con le seguenti parole: "La cosa di cui sono molto preoccupato è questa : io so che i servizi segreti americano ed israeliano hanno degli infiltrati nelle Brigate Rosse, però questi servizi non ci hanno mai fatto comunicazione ai nostri servizi e allo Stato, perché certamente le loro indicazioni potrebbero essere utili per la ricerca dei covi." Tralasciando il riferimento ai servizi segreti israeliani che potrebbe far intendere anche una collaborazione con gli americani ma di cui non ci stiamo occupando, risulta chiaro che l'infiltrazione americana nelle BR era cosa nota ed era nota perfino a Moro ed il fatto che i servizi segreti americani fossero scarsamente collaborativi con i nostri servizi costituiva grave motivo di preoccupazione[7][7][7].
In sostanza Moro andava eliminato per lo stesso motivo per cui si doveva eliminare Mattei allora e Berlusconi oggi: con l’entrata al governo dei comunisti l’Italia si sarebbe inevitabilmente avvicinata allURSS e quindi alla Russia, e l’unione di paesi europei e Russia è pericolosa per l’Impero a guida Usa-Inghilterra-Israele.
DRAGHI è uno dei principali protagonisti delle vicende del 2 giugno 1992, la data più importante della storia d’Italia dopo l’8 settembre 1943. Insomma, al largo di Civitavecchia, a bordo del panfilo più prestigioso del mondo, il Britannia, di sua maestà la regina Elisabetta, si incontrano i rappresentanti delle maggiori banche d’affari della City di Londra e di Wall Street: Barings, Barclay’s, Warburg, che di fronte hanno i nostri (si fa per dire) Romano Prodi (presidente Iri), Beniamino Andreatta, Mario Draghi (direttore generale del Ministero del Tesoro) che dalle medesime banche si fanno dettare modi e tempi delle privatizzazioni dei più importanti settori dell’industria pubblica italiana[8][8][8]. Ciò che con delicato eufemismo è detto “modernizzare l’economia”, “necessità di privatizzare e di aprirsi agli investitori esteri”, come diceva l’allora ambasciatore Usa in Italia, R. Bartholomew. Insomma si tratta di mettere nelle mani di queste grandi banche d’affari (Goldman Sachs, Merril Lynch, Morgan Stanley, che si sono prese 3.000 miliardi di lire solo in commissioni) pezzi importanti della nostra storia e dei sacrifici degli italiani, un patrimonio di 100.000 miliardi di vecchie lire: IMI, Telecom (detta da Prodi “la madre di tutte le privatizzazioni) , Eni, Enel, Comit (la cui privatizzazione fu presieduta dalla banca americana Lehman Brothers), BNL, e quindi quasi tutto il sistema bancario italiano. A fare da catalizzatore a questa operazione c’è un certo Gorge Soros, l’ebreo ungherese che è divenuto uomo di punta della più potente dinastia bancaria del mondo, quella dei Rotschild, il quale, insieme ad un gruppo di finanzieri anglo-israeliani chiamati “British Invisibles” organizzò l’incontro del Britannia, rimasto rigorosamente invisibile, tanto alla cronaca dei giornali che ai libri di storia. Preliminarmente a questa azione di (s)vendita delle partecipazioni di stato, si decise sul Britannia, dandone l’incarico a Soros, un assalto speculativo alla lira, determinandone una svalutazione sui mercati internazionali del 30% (iniziò a vendere lire sui mercati a rotta di collo, costringendo l’allora governatore della Banca d’Italia C.A. Ciampi[9][9][9] a bruciare 48 miliardi di dollari di riserve valutarie, nel tentativo di arginare il fenomeno svalutativo). In questo modo, Soros preparava il terreno alle banche che abbiamo sopra citato per acquistare quei grandi istituti italiani al 30% in meno del prezzo iniziale, facendo loro risparmiare 15.000 miliardi di lire
Draghi dal 1993 fu Presidente del comitato per le privatizzazioni e fu così che i grandi settori energetici, delle comunicazioni e bancari del nostro paese, passarono in mano private ed estere,ma anche industrie come la Motta-Alemagna Buitoni, l’Invernizzi, Locatelli, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Perugina, Peroni, Moretti, Mira Lanza, Fini, ma poi vi sono altri settori: Conforama-Emmezeta, Carrefour-GS, Rinascente Auchan. Per il settore delle telecomunicazioni Wind e Omnitel, passata all’inglese Vodafone, la Nuovo Pignone, importantissima industria meccanica, leader mondiale nel settore, è stata quasi regalata da C. A. Ciampi a General Electric; la Lamborghini passata alla Volkswagen; la gloriosa vespa Piaggio ha preso la stessa strada; anche i gruppi farmaceutici Carlo Erba e Farmitalia sono ora in mano straniere; anche la Standa, importante catena di supermercati non è più italiana, BNL passata a BNP Paribas (francese); Banca Antonveneta, passata ad ABN AMRO olandese. operando una vera deindustrializzazione del paese, secondo la migliore logica della globalizzazione, che recita: bisogna aprirsi agli investimenti esteri e bisogna rifiutare ogni protezionismo”(sic!); oppure, a giustificazione delle privatizzazioni, si afferma che “esse sono uno strumento per limitare l’influenza della politica”; la stessa argomentazione per giustificare l’indipendenza della banca centrale e la sua natura privata. Tutto questo avveniva sotto gli occhi di un presidente del consiglio Giuliano Amato, mentre Prodi guidava lo smantellamento dell’IRI.
Ad aiutare Soros (che nel 1999 si acquistava la Laverda) in questo giochino speculativo che a lui rendeva due milioni di dollari, ci si metteva l’”autorevole” agenzia di rating Moody ‘s, da molti ritenuta obiettiva e al di sopra delle parti, la quale in aiuto all’attacco speculativo di Soros alla lira, declassava i Bot, i buoni fruttiferi del Tesoro italiano.
Insomma il neogoverno Amato, a partire dal luglio 1992 comincia col mettere in vendita l’Efim e quindi si procede nel corso degli anni Novanta con Eni, Iri, Enel (ricavo 32.000 miliardi), Ina, il Credito Italiano (privatizzazione guidata da Goldman Sachs) , Telecom (ricavo 23.000 miliardi), per non parlare degli immobili, acquistati da Goldman Sachs per 3000 miliardi di vecchie lire. Così siamo divenuti il primo paese europeo maggiormente privatizzato, il secondo al mondo nella classifica mondiale delle privatizzazioni. Gli speculatori riescono, con la compiacenza di politici nostrani collaborazionisti (poi premiati facendoli salire alle più alte cariche dello stato) ad acquistare mediamente ad un terzo del loro valore importanti aziende pubbliche, che poi rivendono a pezzi, a costi molto più alti. Che queste aziende poi vadano male è quasi loro interesse che accada, perché essendo vitali per la società, il loro eventuale fallimento costringe lo stato a ricomprarle ai prezzi che vogliono loro…
Mario Monti, Mario Draghi, Romano Prodi: sono questi gli uomini di punta di Goldman Sachs in Italia, per la quale essi hanno più volte lavorato. Prodi ha consentito a questa banca di acquisire il Credito Italiano, il cui valore era stimato intorno agli 8.000 miliardi di lire, per soli 2.700 miliardi. L’Italgel, coi suoi 900 miliardi di fatturato, Prodi l’ha venduta per 437 alla Nestlé. La Cirio-Bertolli-De Rica, coi suoi 110 miliardi di fatturato, valutata intorno ai 1.350 miliardi, fu venduta da Prodi ad una ignota finanziaria lucana di un tal Francesco Lamiranda, per soli 310 miliardi; poi si scoprì che dietro il Lamiranda c’era la multinazionale olandese Unilever, di cui Prodi era stato consulente dal 90 al 93[10][10][10]. Capite come si fa a diventare Presidenti della Commissione europea, Presidenti del Consiglio, Presidenti della Repubblica?
Quei settori della Democrazia Cristiana e del Psi di Craxi che cercarono di opporsi alla Grande Rapina si videro scatenare contro l’inchiesta Mani Pulite, messa in piedi ad arte per far credere alla gente che i loro nemici e i ladri fossero quelli che invece volevano difenderli. Berlusconi ha pubblicamente dichiarato che Di Pietro la laurea in giurisprudenza se la sarenne procurata in America con l’aiuto dei servizi segreti (questo ha pubblicamente detto nel 2008, beccandosi una querela dallo stesso Di Pietro). L’Italia da grande paese industriale che era è ora solo un paese turistico da bed and breakfast.
CONCLUSIONE
I casi Mills, Noemi, Daddario le veline e tutto il resto è esploso sulla stampa allineata subito dopo che Berlusconi ha firmato un accordo con la Russia per la costruzione di un gigantesco gasdotto (Southern Sream) che senza passare per l’Ucraina (ora molto filoamericana) arriverà al Mediterraneo e quindi all’Italia, surclassando quello analogo (il Nabucco) controllato dagli americani, ritenuto poco affidabile. Non solo l’Italia si sta rendendo sempre più dipendente energeticamente dalla Russia, ma l’Eni si sta mostrando troppo attiva: firma importanti accordi con la russa Gazprom, estrae petrolio e gas dall’Egitto al Messico,dall'Iran al Venezuela,dall'Iraq all'Algeria alla Libia... ritrovando lo smalto che aveva ai tempi del suo fondatore (all'Eni tocca costruire il 50% del Southern Stream). Questo non è tollerato dal punto di vista geopolitico, anche perché a questo gas sono interessate Francia e Austria, come dire che l’Europa invece di guardare a Ovest (Atlantico e relativi patti) inizia a guardare a Est (come indicato dalla Porta di Brandeburgo a Berlino). La Russia è e resta la potenza che già ai tempi di Nasser fece la voce grossa contro Francia Inghilterra e Israele che attaccarono l’Egitto e si fece garante della sicurezza di questo paese che nazionalizzerà il canale di Suez (1956). La linea politica della Russia è ancora avversaria di questi paesi. Essa infatti ha venduto e vende a Hezbollah, ad Hamas, all’Iraq , all’Iran e alla Siria importanti sistemi difensivi che consentono a questi paesi o formazioni di essere tuttora non sconfitti (soprattutto missili e razzi di tecnologia avanzatissima). L’Italia e la Germania che si legano alla Russia con due giganteschi gasdotti finiranno per seguire la Russia anche politicamente? Il rischio c’è. Per questo il Corriere della sera, Glucksmann, Economist, Financial Times, Espresso, e Repubblica raccomandano forte per l’Italia i rigassificatori (importare gas con le navi), anche se deturpano un pochino l’ambiente e sono costosi. Ma che vuoi che sia; a fronte dei rischi che si corrono col gas russo, che –si sa- arde male, inquina di più, intasa le caldaie…..Tutte cose delle quali l’Italia è stata avvertita, sin dai tempi di Mattei….Questi stessi consiglieri non si stancano di ripeterci che in Russia non c’è democrazia, che Putin fa uccidere i giornalisti scomodi, ecc. Sicuramente anche lui allunga le mani sulle minorenni e non è escluso che mangi qualche bambino….I missili in Polonia e Repubblica Ceka andavano perciò messi (ufficialmente per proteggere l'Europa dai missili iraniani), per indicare agli europei quale deve esser il loro nemico, col quale ovviamente non si fanno accordi.
Per capire cosa sia la Russia riportiamo alcuni dati, altrimenti non si capisce perché stia al centro di tante ambizioni predatorie da parte dei cosidetti “oligarchi” finanziati da banche anglo-americane, e perché le si vuol vietare di avvicinarsi a paesi occidentali ricchi di tecnologia. La Russia, che dai media USA e da quelli europei è falsamente etichettata come un "paese in rovina e tecnicamente arretrato", possiede la più grande concentrazione di ricchezze e risorse naturali sul pianeta: il 13% delle riserve di petrolio del mondo, il 32% del gas naturale del mondo, le più grandi riserve di carbone pari al 30% e la più grossa produzione mineraria di ferro del mondo equivalente a 101.400 Mt all’anno.Questo paese è il leader mondiale nella produzione di alluminio e di stagno, titanio, tantalio, niobio, e nelle attività minerarie di terre rare. La Russia possiede un terzo dei giacimenti d’oro del mondo, il 10,2% del platino e il 50% delle riserve di diamanti del mondo. La Russia costruisce ed esporta tutti i tipi di macchinari: dal laminatoio,all’aeromobile ad alta prestazione, veicoli spaziali, navi, treni, automobili, apparecchiature per le comunicazioni, macchinari agricoli, attrezzature per l’edilizia e per generare l’energia elettrica, strumenti medici e scientifici, beni di consumo non deperibili, prodotti tessili e alimentari. Con i suoi 17.075.400 km quadrati la Russia è il più grande paese su tutta la terra; possiede il 20% della provvista del mondo di acqua disgelata, incontaminata, pura. Solo nel lago Baikal e nella regione siberiana si trova la più ampia area coperta da foresta della terra, un 750 milioni di ettari stimati. La Russia mantiene un totale di 1.520.000 di personale attivo con compiti militari, di cui il 78,2 % nell’esercito, il 13,2% nella marina militare e l’8,6% nell’aeronautica. Nel 2002 la Russia ha annunciato di essere in grado di schierare un esercito di 38.906.796 uomini, di età compresa tra i 15 e i 49 anni. Oltre alla capacità di combattere una guerra tatticamente massiccia la Russia ha anche 6.000 testate nucleari strategiche, la maggior parte delle quali sono schierate su missili MIRVed, posizionati verso gli Stati Uniti. La Russia possiede pure una flotta immensa di sottomarini nucleari, presenti su tutti i mari.
Credere poi che la Russia sia militarmente inferiore agli Usa per il fatto che la spesa militare americana è 20 o 50 volte superiore è da dilettanti, perché non si è capito che la Russia fa una corsa agli armamenti “asimmetrica”. Che vuol dire? Se ad esempio gli Usa varano un carro armato Abrhams che costa 1.000.000 di dollari, i russi, dopo aver preso informazioni sul tipo di corazza del mezzo, mettono a punto un lanciarazzi Kornet, maneggiabile da due persone, del costo di 20.000 dollari, in grado di forare, trapassandolo, dalla distanza di 4 km la blindatura del carro come fosse burro caldo, provocandogli una voragine di 20 cm; questo con un proiettile grosso poco più di un pisello. Capite che quando la resistenza afgana o irachena sono dotate di simili armi, è duro invadere simili paesi e vincere. Stessa cosa accade quando gli Usa varano navi supercorazzate: la Russia non ne costruisce stupidamente di più grosse, ma studia missili come gli Onxy e Sunburn in grado di viaggiare a pelo d’acqua e sott’acqua a velocità non intercettabili e in grado di affondare qualsiasi supercorazzata che si avvicini troppo alle proprie acque. Andate a vedere cosa sono i missili S 300 e S 400 oppure gli Iskander per capire quanta poca democrazia vi sia in Russia e quanto poco rispetto dei diritti umani, come piagnucolano le brulicanti Ong (organizzzazioni non governative) finanziate dalle banche di Wall Street e della City di Londra, alle cui vocine danno sempre spazio Corriere della sera e Repubblica. Questi giornali non smetteranno di dare a credere ai propri lettori che gli Usa sono militarmente superiori dei russi, per il fatto di dover dar loro a credere che sono alleati col più forte e che quindi hanno scelto bene l’alleato e possono dormir tranquilli.
Nelle seguenti dieci righe riporto una notiziola interessante
"Un’appendice particolare merita il presidente del Nabucco: Joschka Fischer Questo, nel sessantotto attivissimo esponente “rivoluzionario”, poi verde-ambientalista, oggi è a capo del progetto Nabucco; esso è membro del Council on Foreign Relations, la fondazione privata dei Rockefeller, che è praticamente il centro dove si teorizza la politica estera statunitense e da dove nascono sia il gruppo Bilderberg che la Trilateral (giganti del capitalismo e del liberismo sfrenato). Oltre a confermarci la totale sottomissione agli interessi Usa, questo ci fa notare come il percorso individuale di alcuni famosi personaggi, che dal liberale sessantotto sono passati alla fine ideologica della politica rappresentata dai verdi e dagli ambientalisti, oggi siano fautori di interessi petroliferi e capitalistici statunitensi…non si pensi ad un’eccezione, è la regola."
Matteo-Pistilli
Fonte:www.cpeurasia.org
A Fischer il bravo Pistilli poteva aggiungere i Cohen-Bendit, I Glucksmann, i Henry-levy, ossia i tre fautori del Maggio francese e della contestazione sessantottina, tutti e tre filoatlantici, antisovietici allora e antirussi oggi e comunque fautori di una idea di Europa come non la voleva De Gaulle: una Europa soggetta agli Usa e separata dalla Russia. Sui maggiori giornali francesi e sul Corsera non passa giorno che non strillino contro Putin, che non esaltino il Nabucco e i rigassificatori, tifano per gli “oligarchi” che invece Putin manda in galera con le accuse di truffa, turbativa d’asta, riciclaggio, evasione fiscale. A loro, come anche a Toni Negri e Adriano Sofri, tocca elaborare una ideologia di sinistra, da rifilare al popolo della sinistra, che preveda una linea di politica estera antirussa, antipalestinese, favorevole alla banca centrale privata che non risponde alle esigenze di stato e società (una delle prime dichiarazione che il neosegretario Franceschini ha affidato ai giornali è che l’indipendenza della Banca Centrale non si tocca; egli dice insomma che è di sinistra non toccare il superpotere dei banchieri); essi elaborano una ideologia “di sinistra” liberista in economia e maltusiana, ossia esattamente rispondente a quello che si raccomanda nei circoli Bilderberg e Trilaterale, dove ai partecipanti Rockefeller fa ripetere a memoria il programma politico che poi andranno ad applicare nei propri paesi o a esaltarlo dalle pagine dei giornali che dirigono. La prova in Italia che le ideologia di sinistra sono state fatte confezionare dai vari Negri, Sofri, Deridda su incarico dei circoli Bilderberg e Trilateral è data dal fatto che perfino un giornale come il Manifesto si è schierato col Nabucco (non sapendo quale è la destra e la sinistra, se l’è fatto dire da loro, i quali ovviamente gli hanno detto che il Nabucco è a sinistra).
PERCHE’ DEVE CADERE TREMONTI. Perché egli Tremonti è così ardito e sfacciato da voler porre la golden tax (luglio 2009), una tassa che colpirebbe i grandi possessori di oro e principalmente, pensate chi…….nientemeno che Bankitalia, la più grande cassaforte di oro dell’Italia (2500 tonnellate di oro!). Bankitalia è un laboratorio alchemico. Proprio così. Essa infatti è un istituto privato che presta carta colorata allo stato e quindi a noi poveri fessi cittadini. Questa carta colorata, una volta che la accettiamo come moneta che ci viene prestata a interesse da quel laboratorio alchemico, diventa il nostro rapinatore che vive nelle nostre tasche. Noi, accettando quella carta colorata come moneta, accettiamo di farci rapinare gran parte dei nostri beni e fatiche. Come? Non appena quella carta viene restituita dallo stato alla banca che ce l’ha prestata a interesse, questa con quella carta, che è divenuta moneta, ci compra montagne d’oro! La carta è divenuta oro, casali agricoli, ville, alberghi, terreni….. (Quell'oro che doveva esser nei forzieri della banca prima che questa stampasse carta colorata, affinchè fosse l'oro a fare garanzia al valore della carta, ci entra dopo. Per capire fate questa differenza: stampate della carta con su scritto "moneta" e ci andate a fare spesa; il negoziante, a meno che sia cretino, non vi darà nessuna merce; ma se garantite al negoziante che la carta che lui date è convertibile in oro quando lui vuole, ecco che vi darà la merce. La situazione nostra nei confronti della banca centrale è del primo tipo.La fatica dei banchieri che stanno dietro a Bankitalia è solo quella di stampare carta colorata da rifilare a una stupida popolazione che la accetta come moneta. Tremonti ha chiaro questo giochetto, ma sa che non lo può far cessare, perché sulla sacrosanta indipendenza dei banchieri ci si perde la vita, come è successo a Kennedy. Tremonti ha solo provato a dire: “cacciate fuori qualche soldo, ora che la crisi morde e dobbiamo far fronte a tante spese per far funzionare la baracca, mica potete solo sgrasciare sulle nostre fatiche; mica ve le mangerete tutte quelle tonnellate d’oro!”. Non se ne parla: Uno degli assiomi della democrazia all’occidentale dice che non si possono utilizzare le riserve della Banca centrale per finanziare la spesa pubblica, o se preferite vi riporto il proclama di Leone Carpi, l’ebreo romano che negli anni della Repubblica romana (1849), presenti i massoni Garibaldi e Mazzini, diceva che il “debito pubblico della neorepubblica deve essere nazionale e inviolabile”, esattamente quello che si fece durante la Rivoluzione francese; in Francia si cambiò tutto, tranne il debito pubblico che la stato francese aveva con le banche private (questo lo dovettero onorare anche con le rapine napoleoniche). Il malloppo della Banca centrale è sacrosanto e allungare le mani su quello, come vuol fare Tremonti, è peggio che allungare le mani su una minorenne. Aggiungete che Tremonti e il governo Berlusconi stanno facendo pressioni sulla Svizzere per beccare circa 17.000 papaveri italiani che vi esportano capitali (tra questi dinastie industriali, gruppi editoriali e finanziari che magari si mettono a far moralismo sulle frequentazioni del premier); aggiungete le pressioni sulla UE affinchè l’Inghilterra smetta di fare da paradiso fiscale per 9.500 furbacchioni nostrani che vi hanno preso la residenza per non pagar tasse, e infine la caccia ai 30.000 che con la residenza in Svizzera, alle Chaiman o a S Marino o in Lichtenstein riescono a evadere montagne di denaro….Tutte queste azioni, poco di sinistra, giustificano campagne stampa diffamatorie, affinchè la gente, specie se cattolica, smetta di votare chi frequenta prostitute o allunga le mani sulle minorenni. Il bello è che il bastimento ateo e anticattolico di “Repubblica della sera” sfrutta il prurito moralistico di una parte del mondo cattolico per il proprio scopo, che è quello di far cadere Berlusconi-Tremonti. E quel che stupisce davvero è che a tal operazione si sono prestati importanti giornali cattolici, i cui direttori in fatto di capacità di analisi politica si sono dimostrati degli imbecilli, non capendo che chi ha montato le questioni Noemi e Daddario a danno di Berlusconi è lo stesso gruppo che montò a suo tempo in America il mantra mediatico dei preti pedofili, operazione subliminale per screditare il mondo cattolico, affinchè nella testa della gente la parola “prete” divenisse sinonimo di “pedofilo”. Questa operazione mediatica ha avuto avallo negli stessi circoli Bilderberg e Trilaterale (preoccupati perché i cattolici continuano ad opporsi ai loro programmi maltusiani di aborto ed eutanasia), dove oggi ci si preoccupa per le scelte energetiche dell’Italia e dei suoi rapporti con la Banca centrale. Tali direttori di giornali si meriterebbero che chi ha votato Berlusconi prenda sul serio il mantra mediatico che “prete” è uguale a “pedofilo”, così i genitori non manderanno i figli al catechismo, dove si dice loro che aborto ed eutanasia sono un male, guastando così gli obiettivi di riduzione della popolazione che ossessionano quei signori….Ma cerchiamo di esser più intelligenti di loro in fatto di analisi politica! (Qualcuno si merita Prodi e Padoa Schioppa che al primo posto del programma ponevano il risanamento del debito pubblico, cioè ridare i soldi alla Banca che ce li ha prestati; perciò: 1 tagli alla spesa pubblica e 2 non abbassare le tasse).
PROVE A FAVORE DELLA MIA TESI
1 Sul perché dall’America qualcuno preme su Repubblica e Corriere della Sera (e altra stampa internazionale: Financial Time, Herald Tribune, Economist) affinché si impegnino a far perdere consenso a Berlusconi, Cossiga ha dichiarato (“Nazione” 30 V 09):”la ragione è l’evidente asse Berlusconi-Putin e l’accordo miliardario appena sottoscritto dall’Eni e Gazprom per la costruzione di un colossale gasdotto che approvvigionerà Italia ed Europa….ciò penalizza fortemente il gasdotto che passa per l’Ucraina sul quale gli Usa hanno una sorta di egemonia di fatto”.
2 A Cernobbio il 5 IX 09, il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, C Faissola, ha detto che Tremonti:”vorrebbe controllare il 100% del sistema bancario italiano, così come fa Putin in Russia” (fonte ASCA). Questo da solo basta a chiarire perché Tremonti deve cadere e perché in Russia non c’è democrazia e rispetto dei diritti umani, direbbero Corsera e Repubblica (aggiungendo che Putin tocca le minorenni). Sul perché inoltre Putin è molto cattivo devo fare una digressione
PUTIN. Con Putin, rispetto ai tempi di Elsin le cose son troppo cambiate. Nel giugno 2003, l’amico del Berlusca, mette sotto processo e poi spedisce in Siberia Michail Khodorkovsky, l’uomo più ricco della Russia, un ebreo russo quarantenne con un patrimonio di 15 miliardi di dollari. Questo signore ai tempi del molto filoamericano Elsin (in carica dal 1992 al 1999), quando la Russia si era aperta alla svendita-privatizzazione delle sue più importanti aziende, si era comprato nientemeno che la Yukos, l’azienda che detiene quasi tutto il petrolio russo, per una cifra da saldo di fine stagione, 273 milioni di dollari, essendo il valore di borsa di tale azienda pari a 19 miliardi di dollari. A Khodorkovsky i soldi per fare l’acquisto glieli hanno prestati i banchieri di Londra: i Rotschild ( dal punto di vista storico, una delle più importanti dinastie di banchieri ebrei-tedeschi), che insieme ai Rockefeller (altra antica e famosa dinastia di banchieri ebrei americani) sono stati i principali finanziatori delle privatizzazioni russe, soprattutto delle materie prime, utilizzando come prestanome i cosiddetti “oligarchi” come Khodorkovsky, che infine è finito sotto processo per reati finanziari vari, e il petrolio è tornato alla Russia. Il Khodorkovsky si era anche comprato, col solito metodo, l’Avisma, un’azienda mineraria russa che estrae il prezioso titanio, il metallo leggero quasi come l’alluminio e resistente come l’acciaio, così importante per l’industria aeronautica, missilistica e sottomarina, presso la quale si rifornisce la VSMPO, la fabbrica che lavora il titanio (30% del mercato mondiale!). Quest’ultima, dopo che le miniere erano passate in mano all’oligarca, ha dovuto pagare il doppio la materia prima, perché il magnate in quel modo sperava di metterla in crisi e poterla così rilevare a prezzo di svendita. Ma dopo che sono iniziate le sventure dell’oligarca la VSMPO riesce a comprarsi l’Avisma che la fornisce e si salva dalla crisi. Senonchè queste due aziende finiscono per buona parte in mano ad un altro oligarca, l’ebreo russo Victor Vekselberg, il terzo uomo più ricco della Russia, con un patrimonio di 6 miliardi di dollari, già padrone dell’alluminio russo e di varie aziende petrolifere (anche lui aveva fatto la spesa durante le privatizzazioni); l’altra buona parte di azioni ce l’ha Vyacheslav Bresht , un altro degli uomini più ricchi di Russia (17° nella graduatoria). Ebbene questo oligarca stava cercando di collocare nella borsa di Londra questa non poco strategica azienda, dove sicuramente se ne sarebbero impossessati quelli che gli avevano prestato i soldi per andare a fare spesa in Russia, nella stagione dei saldi. Senonchè Putin è riuscito a bloccare anche questa operazione. Ora si comincia a capire come dal Financial Time al Corriere della Sera, che ospita gli attacchi anti-Putin del “filosofo” ebreo francese André Gluksman, Putin venga accusato di non rispettare le regole della democrazia, del libero mercato, la Cecenia…Facendo un’informazione parziale, cioè disinformazione, si dice esser un sopruso il fatto che la Russia ha triplicato il costo del gas all’Ucraina, dimenticando di dire che l’Ucraina stava pagando il gas al prezzo di favore dei tempi dell’URSS, cioè a 55 dollari ogni 1000 metri cubi, mentre oggi il prezzo di mercato è di 250 dollari. Ebbene ad un Ucraina che fa la filo americana e che si sta avvicinando alla Nato, col risultato di una Russia accerchiata, la Russia dovrebbe continuare a vendere a prezzo di favore? In questo caso le sacrosante regole del mercato invocate dal Corriere non vanno rispettate? Questa stampa evita di raccontarla tutta; ad esempio che il signor Khodorkovsky, al momento in cui fu arrestato, stava comprando alla Duma, i voti di una maggioranza di deputati che avrebbe dovuto modificare la legge russa che vieta a compagnie private di acquisire posizioni di maggioranza in fatto di materie prime. Non solo. Khodorkovsky stava per acquistare dall’ altro oligarca Boris Berezovsky la Sibneft, che una volta unita alla Yukos avrebbe dato vita al secondo gigante petrolifero del pianeta. L’oligarca, mandato da Putin in Siberia, agiva anche a livello “culturale”, nel senso che attraverso la sua fondazione “Open Society Foundation” (nella quale siedono H. Kissinger, A. Hartman, J. Rotschild), promuove pubblicazioni, convegni iniziative a favore del libero mercato, libera economia, critica le intrusioni dello stato nell’economia, riserva premi letterari a chi critica il dirigismo di Putin e la volontà della Russia di tenersi legata ai propri valori tradizionali… L’ebreo russo Roman Abramovich è un altro grande oligarca, considerato dalla rivista Forbes come l’11° uomo più ricco del mondo, avendo un patrimonio pari a 18,2 miliardi di dollari. E’ stato a capo della seconda compagnia petrolifera russa (Sibneft, dalla cui vendita ha ricavato circa 13 miliardi di dollari), della seconda compagnia che produce alluminio e si è impossessato di canali televisivi, prima pubblici, ora privati (è l’uomo che si sta facendo costruire lo yacht più lungo del mondo, 165 metri, del costo di 300 milioni di euro; insomma è uno con una flotta di 5 panfili, mentre la marina cambogiana ha solo 4 unità). Lui insieme all’altro ebreo russo Boris Berezovsky riuscirono a mettere le mani sul network nazionale televisivo ORT, facendolo completamente privato. Ora Berezovsky[11] (gran vincitore di aste truccate, grazie alla vicinanza alla famiglia Elsin) è fuggito a Londra, quando ha visto che in Russia lo volevano processare per corruzione, riciclaggio e esportazione illecita di capitali; anche lui ha fondato e finanzia una “International foundation for civil liberties”, che ovviamente, con pubblicazioni e convegni, attacca la Russia “antidemocratica” che non rispetta le più elementari libertà di mercato Questi cosiddetti “oligarchi”, molti dei quali fuggiti in Inghilterra o in Israele dopo che il governo russo ha iniziato a indagare sui loro patrimoni, sono una ventina e controllano circa la meta’ del PIL russo (e i 4/5 del settore privato), influenzando pesantemente l’economia, e la politica, russa. Una parte di questi oligarchi sono protetti da Londra, dove si sono rifugiati, mentre altri hanno riparato in Israele (Leonid Nevzlin[12], Mikhail Brudno, Vladimir Dubov e Vladimir Gusinsky: tutti titolari di residenza israeliana). Mentre il banchier ebreo russo Aleksei Fraenkel è stato arrestato all’inizio del 2007 come mandante dell’omicidio del vicepresidente della Banca Centrale russa, avvenuto il 13 settembbre 2006, subito dopo che questi aveva ritirato le licenze alle banche di Fraenkel (Vip Bank, Sodbiznesbank), accusate di riciclaggio, rendite illegali e altri reati contabili. E’ in questo complesso quadro che si inserisce l’assassinio di Litvinenko e dell’altra giornalista la cui uccisione con troppa facilità si poteva attribuire a Putin, creandone un’immagine pubblica tirannica, antidemocratica e sicaria, come qualcuno aveva interesse a produrre
La Russia, come altri paesi da “democratizzare”, è assediata dalle cosiddette ONG (organizzazioni non governative, che ufficialmente si occupano dei bambini poveri, degli alcolisti abbandonati, oppure dei cani randagi ecc). Nelle finalità esteriori e ufficiali solo cose buone alle quali nessuno avrebbe il coraggio di opporsi. Se poi si va a vedere che c’è dentro queste organizzazioni e chi le finanzia le cose appaiono diverse (in Afganistan, dopo l’occupazione Nato ne operano circa 400, e per capire che tipo di beneficenza fanno, basti pensare che quelle che si occupano della “salute sessuale e riproduttiva della donne”, come UNFPA fanno di tutto per farle abortire per far prender loro anticoncezionali, oppure offrono una radiolina transistor a quelle che si fanno sterilizzare). Siccome i russi si sono accorti che erano soprattutto gli Usa a finanziare le ONG e che sono state quest’ultime a promuovere e sostenere le cosiddette “rivoluzioni arancioni” che hanno portato molti paesi confinanti con la Russia sotto influenza Nato, accerchiandola, ecco che il Cremlino ha fatto una legge che impone alle Ong di dichiarare esplicitamente chi le finanzia. Inutile dire che molte di queste, che continuamente puntano l’indice contro la scarsa sensibilità democratica della Russia e della sua poca apertura in materia di economia, sono finanziate da Berezovskj.
Questo che ho esposto serve a render chiaro il perché la Russia è in forte attrito con Israele e con gli ebrei americani in generale, ma anche con Inghilterra e Usa. Questo rende chiaro perché l’amicizia e la collaborazione di Berlusconi con Putin sono nel mirino di questi tre paesi.
3. Chi mi ha seguito fin qui non poteva che aspettarsi il tipo di dichiarazione fatta dal neo ambasciatore Usa in Italia Thorne: ”Siamo preoccupati per un’ Italia troppo dipendente energeticamente dalla Russia”,ma anche dalla Libia (“Corriere della sera”, 16 IX 09)
4. Cossiga nell’intervista aggiunge che Berlusconi la sta pagando per non aver dato alcun boccone a De Benedetti, non coinvolgendolo nella ricostruzione dell’Aquila né nell’affare Telecom e Alitalia. Berlusconi non avrebbe fatto quello che fecero precedenti governi di sinistra; vediamo se è fondato quel che Cossiga dice.
“Geronimo (Cirino Pomicino, ex Dc, ndr) ha ricordato la gara per la prima concessione di telefonia cellulare alternativa a Tim, raccontando che Ciampi consegnò la vittoria a De Benedetti….Infostrada conteneva la rete delle ferrovie dello stato che, come Geronimo ha narrato era stata comprata da Olivetti nel 1977 per 700 miliardi di lire, pagabili in 14 anni e rivenduta l’anno successivo, incassando 14 mila miliardi di lire (rivenduta a Mannesman). Lorenzo Necci, allora amministratore delle ferrovie, raccontò le pressioni politiche subite, da Giuliano Amato e Massimo D’Alema, affinché quella rete non venisse venduta al miglior offerente, ma all’unico autorizzato: De Benedetti” (D. Giacalone, “il Giornale” 28 VIII 09). Nel 1985, governo Craxi, Prodi, presidente Iri, fu incaricato di privatizzare. Tra le altre cose mise in vendita la Sme (Società Meridionale di Elettricità), ma non con asta pubblica, bensì con accordo privato decise di cederla a De Benedetti, al prezzo di 497 miliardi di lire. A molti parve una vera svendita e Craxi si mise di mezzo bloccando tutto (pagherà con la caduta del governo, tangentopoli, esilio in Tunisia, ecc).Si fece l’asta pubblica e per la Sme si arrivò a offrire 620 miliardi di lire (certo Fimiani, che pagherà per essersi intromesso: la sua azienda, sanissima, sarà dichiarata in bancarotta da certi giudici). L’ex ministro della sanità e poi dell’industria R. Altissimo incalzava Prodi:”ma perché ti ostini a voler vender a De Benedetti la Sme e non al miglior offerente?”; il mortadella diede una risposta rimasta famosa in ambienti politici: “lui è un circonciso, gli altri no!” alludendo alle sue origini ebraiche. Dice Altissimo:”La sinistra, mandata al governo da tangentopoli, col sostegno palese, mai smentito di De Benedetti, ricambiò la cortesia consentendo la svendita di beni dello Stato –cioè di noi tutti- proprio al gruppo di Ivrea. La vicenda più incredibile fu quella di Omnitel e Infostrada. La prima ottenne (grazie a Ciampi che così si spianava la strada alla presidenza della repubblica, ndr) la concessione per diventare il secondo gestore della telefonia mobile a urne aperte, era il 1994, appena in tempo per pagare il debito di riconoscenza…Per non parlare delle banche che appartenevano all’Iri; oggi nessuno sa chi sono i veri proprietari delle grandi banche, tranne i soliti noti” (“Il Giornale”, 30 VIII 09)-. Per non parlare di quel che avvenne a fine anni Ottanta, quando la Olivetti di De Benedetti (cittadino svizzero) rifilò alle poste italiane le obsolete Te 300, proprio quando il telex era morto per esser sostituito dal Telefax. Tanta spesa pubblica per rottamare quasi subito quei telex malfunzionanti che neppure i paesi del terzo mondo vollero.Poco dopo alla Olivetti toccarono i licenziamenti.
Ora capite che per governare in Italia bisogna dare il pezzo di carne a qualcuno, anzi dei veri e propri quarti di bue, grazie ai quali, i vari Ciampi, Amato , Dini, D’Alema, Draghi, Padoa Schioppa, Prodi, ecc non hanno inviati speciali di Epresso o Repubblica che vanno a frugare nelle mutande o sotto le lenzuola . Queste personalità sono moralmente immacolate, chi va a controllare se pagano le tasse o se vendono a una imprenditoria facile e parassitaria pezzi dello stato ( pago 2 e vendo a 20!) o se hanno qualche vizietto strano e incoffessabile che turba i cattolici? Questi personaggi sono graditi anche ai cattolici: tranquilli a loro la gnocca non piace.. Loro sono stati e sono al potere per l’appoggio dei poteri forti davvero. Berlusconi è al potere perché votato dagli italiani (populista!).Ma non ha dato il quarto di bue a chi toccava Allora un giudice civile di Milano, due giorni fa, ha sentenziato che deve alla Cir di Debenedetti 750 milioni di euro! Una cifra unica nella storia delle cause civili private….Tra poche ore ci sarà il pronunciamento sul Lodo Alfano che congela i processi alle 4 alte cariche dello stato, per evitare che il Berlusca sfondi i record galattici di processi a carico: in un quindicennio 120 procedimenti giudiziari. Nessuno su questo sistema solare ha tale record. Vuol dire che non passano sei ore che lui non compia un furto, una corruzione, un allungamento di mani su minorenni. Queste iniziative giudiziarie vengono da una magistratura italiana, che su una classifica di 190, per efficienza e rapidità si è collocata al 186 posto, dopo Gabon , Burundi e Sudan (90 omicidi su 100 sono impuniti; 99 furti su 100 sono impuniti. Non è questo un incentivo a sbarcare a Lampedusa per chi non ha voglia di lavorare?). Ma col Berlusca è efficiente: i magistrati hanno lavorato anche di sabato. Potete immaginare come andrà la faccenda del Lodo; le logge stanno lavorando febbrilmente.
Prevedo carriere folgoranti, successo e soldi per i Travagli, Santori, Di Pietri, i Moretti e tutti quelli che fanno isterismo antiberlusconiano. Il Berlusca deve ora stare attento, perchè rischia la vita.
APPENDICE, (buona questa interpretazione di movisol.org che qui riporto)
Perché la stampa inglese attacca l'Italia
Aggiornamento: il Guardian attacca la presidenza italiana del G8
8 luglio 2009 (MoviSol) - A poche ore dall'inizio del G8 dell'Aquila, il quotidiano londinese il
L'articolo del Guardian fa parte di una campagna mediatica britannica che va avanti da settimane, il cui vero scopo è quello di destabilizzare l'Italia, paese dove il movimento di Lyndon LaRouche ha un'influenza crescente a livello politico, e dove il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti si è opposto agli schemi di salvataggio britannici per tentare di tenere in piedi il sistema finanziario internazionale in bancarotta.
Il quotidiano britannico afferma che l'Italia non ha sviluppato "alcuna iniziativa sostanziale" e quindi "gli Stati Uniti hanno preso in mano la situazione. Washington ha organizzato le telefonate degli sherpa… tentando di dare uno scopo al vertice". Cita "funzionari altolocati" che accusano l'Italia di aver organizzato male l'incontro e di non fare il suo dovere come membro del G8, prendendo come pretesto la mancanza di cooperazione con le iniziative "umanitarie" per l'Africa di personaggi come Tony Blair e Bob Geldof, e riferendosi anche agli scandali intorno al Presidente del Consiglio Berlusconi.
Ma il vero motivo dietro la campagna di stampa viene svelato poco dopo. Si dice che la bozza del comunicato "è praticamente vuota" e che l'Italia ha cercato di coprire le sue debolezze aumentando il numero degli invitati. Non si è voluto raggiungere l'accordo prima del vertice? Orrore! C'è il rischio che non si avalli automaticamente la linea pro-City di Londra, anti-Rooseveltiana, che viene ripetuta incessantemente nelle maggiori capitali in questi mesi. Berlusconi si è impegnato a proporre le riforme sviluppate da Giulio Tremonti in merito alla riorganizzazione del sistema finanziario internazionale, ma è chiaro che il Guardian e i suoi mandanti vogliono evitare qualsiasi discussione su questo punto.
Guardian sferra un attacco durissimo contro il Governo italiano, accusando l'esecutivo italiano di aver fallito miseramente nella preparazione del vertice. Addirittura prospetta l'esclusione dell'Italia dal G8: "Ci sono pressioni crescenti da altri stati membri [del G8, NdR] per fare espellere l'Italia, secondo fonti altolocate".
Perché la stampa inglese attacca l'Italia...
E' in atto un'operazione coperta contro il Governo italiano. Si tratta della ripetizione di quell'operazione che già scoppiò intorno a Clinton a fine anni '90. Oggi come allora, è il "fattore LaRouche" a rendere necessarie operazioni multilivello che passano dai media ai tribunali ai servizi segreti deviati, di modo da screditare, delegittimare, privare di autorevolezza ogni volontà politica riformatrice dell'attuale ordine finanziario internazionale alla luce di un principio di giustizia che riporti le Nazioni verso un'epoca di sviluppo e di pace. Infatti il ministro Tremonti, che è allo stato attuale una delle personalità più ascoltate in Europa, sostiene la Nuova Bretton Woods, il progetto per un nuovo sistema finanziario internazionale che Lyndon LaRouche propose nel febbraio del 1997 e che Bill Clinton e il Segretario al Tesoro Robert Rubin presero in considerazione qualche mese più tardi. Ecco che mentre Bill Clinton vide inibita ogni sua capacità politica con lo scandalo Lewinsky, l'Italia rischia di subire oggi il medesimo destino, in un 2009 durante il quale ricoprirà il ruolo di presidente del G8.
Un cittadino dotato di un minimo senso critico dovrebbe chiedersi del perché della recente pioggia di scandali e critiche espresse al Governo italiano proprio in questo momento. La risposta più immediata potrebbe essere quella della importante fase pre-elettorale appena conclusasi in Italia. Ma in realtà vi è molto di più. Vi è molto di più perché al "caso Berlusconi" hanno partecipato in primo luogo i media internazionali. Da Repubblica, a El Pais, alla Bbc, alla Cnn, si tratta di una rete mediatica legata ai circoli bancari londinesi, ed a personaggi a questi legatissimi come Carlo De Benedetti, George Soros, Ted Turner. Anche i "moralizzatori", quelli che ce l'hanno con la politica, come Di Pietro e Grillo per esempio, sono complici di questi circoli. Non è un caso per esempio che Grillo durante uno spettacolo dell'inverno del 2003, definì il megaspeculatore George Soros ed il magnate dei media Ted Turner, come modelli di capitalismo etico. Tanto sono "etici" che entrambi aderiscono alle tesi neomaltusiane (per la riduzione della popolazione mondiale)
La cittadinanza dovrebbe dunque quanto meno prendere le distanze da una operazione che è un palese tentativo di condizionare la sovranità politica italiana da parte di forze private nazionali ed estere.
In Italia gli scandali intorno al Presidente Berlusconi hanno rappresentato l'ancora di salvataggio a cui è ricorso il potentato finanziario dietro al Gruppo L'Espresso per impedire la disintegrazione della creatura politica che sponsorizzano, il Partito Democratico. Dunque, il dato politico principale della faccenda è che il PD si trova ad un livello di pochezza ideale da farsi dettare l'agenda politica dal gossip de La Repubblica piuttosto che fare politica intorno a questioni fondanti. Tuttavia tra queste questioni fondanti vi è la riforma del sistema finanziario internazionale che il Governo italiano non riesce a portare avanti a livello di G8 o G20 – ma allora qui si dovrebbe rivolgere un duro atto di accusa verso Gordon Brown! – ; la questione del flusso creditizio che non arriva alle banche – ed allora qui si dovrebbe dar ragione a Tremonti quando propone i Tremonti Bond e decide di istituire il controllo prefettizio sulle banche, invece che invocare il "trascendentale" principio dell'indipendenza delle banche! – ; la questione Alitalia, che era opportuno tenere in mano pubblica e rifinanziare – ma allora qui invece che rivolgere un j'accuse al Governo lo si dovrebbe rivolgere alla legislazione europea! – . Queste vicende mostrano le lacune del patrimonio ideale dell'attuale PD e del ventennale conformarsi della sua dirigenza all'ideologia liberista e alla globalizzazione finanziaria. Si tratta di un vero e proprio tradimento di quello che dovrebbe essere il patrimonio genetico del Partito Democratico, così come si espresse durante l'era di Franklin Delano Roosevelt, in quanto esperienza decisiva dal punto di vista storico, sia sul fronte economico che sul fronte delle relazioni internazionali.
La presidenza del G8 all'Italia
Così La Repubblica si è avvantaggiata delle operazioni sporche di personaggi su cui la magistratura dovrebbe aprire un'inchiesta per verificare se appartenenti o comunque vicini ai servizi segreti deviati – mentre il PD si è avvantaggiato dell'inchiesta di Repubblica. A livello elettorale tutto ciò è costato in termini di voti quasi dieci punti percentuali al PdL, ma ha fatto riguadagnare al PD ben pochi punti percentuali rispetto ai minimi di consenso a cui veniva dato.
Ma a queste vicende è stata data un'eco internazionale, mentre appunto l'Italia per questo 2009 riveste il ruolo di presidente in seno agli incontri del G8. Se l'Italia non avesse rivestito questo ruolo, la grande eco internazionale data al sexygate di Berlusconi non ci sarebbe stata. Ma invece Berlusconi, pur con i suoi chiari limiti, evidenziati dalle ripetute dichiarazioni sul fatto che la crisi sarebbe solo "psicologica", ha scelto come superministro dell'Economia un personaggio un po' eccentrico come Tremonti, che nonostante sia un uomo fedele alla politica del premier, gode trasversalmente della simpatia e del rispetto di gran parte dei politici e dei cittadini italiani. E per l'oligarchia finanziaria la pericolosità del Governo Berlusconi risiede in particolare nel Giulio Tremonti che parla di valori e di morale, che parla di legge e politica sovraordinata ai desiderata dei banchieri, che partecipa ad incontri pubblici con Lyndon LaRouche, che non perde occasione per ricordare che il problema di fondo dell'attuale fase storica non sono le liberalizzazioni o la riforma delle pensioni – tutta roba che bastona lavoratori e pensionati per dare nuovi aiuti agli speculatori – quanto il magnetismo esercitato dai prodotti speculativi sulle banche e la parallela allergia che hanno verso l'economia reale. Secondo Tremonti l'attuale "stabilizzazione" del sistema finanziario decantata dai cosiddetti esperti in realtà significa soltanto porre le basi per una nuova crisi. Se non si neutralizza il meccanismo dei derivati e altri titoli altamente speculativi non si potrà effettuare un cambiamento vero.
Le cose che LaRouche sostiene, con la crisi finanziaria ed economica in corso fanno sempre più breccia anche tra chi finora credeva di poter fare politica accettando che la questione della sovranità creditizia e monetaria potesse essere lasciata alle autorità finanziarie ed ai banchieri. Se queste divengono oggetto di discussione tra più leader nazionali, l'oligarchia finanziaria rischia di ritrovarsi in serie difficoltà. E allora, anche per rifarsi all'articolo di Lodovico Festa comparso su Il Foglio del 30 giugno che centra piuttosto bene il punctum dolens di tutta la questione, il problema non è tanto ciò che ha fatto o detto sinora Tremonti, quanto il processo che egli potrebbe mettere in moto.
Il dato comune dell'attacco scandalistico di oggi con quello che riguardò Bill Clinton nel 1998, è che oggi come allora sul tavolo di discussione di chi ricopre un ruolo che potrebbe essere cruciale per la storia, vi è la proposta di Nuova Bretton Woods di LaRouche. LaRouche di fatto è vittima di ostracismo, diffamazioni e menzogne da circa quarant'anni, ma la capacità del suo movimento politico di far arrivare le sue idee ai piani alti della politica mondiale è assai efficace. Di fatto i sexygate hanno la capacità di delegittimare agli occhi altrui, e di inibire la capacità propositiva di chi è fautore di proposte concettualmente complesse, che rompono con gli schemi a cui si è abituati.
Sia chiaro che qui non si prendono le difese di Berlusconi e tanto meno si intende addentrarsi negli scandali, ma si interviene sul fatto che essi vengano artatamente strumentalizzati per condizionare la sovranità nazionale italiana.
Claudio Giudici
Movimento Internazionale per i diritti civili - Solidarietà
Note:
[1][1][1] “Corriere della sera” 10 agosto 1997.
[2][2][2] “La Nazione”, 13 aprile 2005. “Il cane a sei zampe (simbolo dell’Eni) morde e le Sette Sorelle strillano. Al Dipartimento di Stato, al National security council e al National petroleum council (e alla Cia) si accumulano i fascicoli. Ma è tardi. Dopo un incontro segreto Kennedy-Mattei, Washington giunge alla conclusione che bisogna accordarsi. Il sacrificio lo dovrà fare la più potente e riottosa delle Sette Sorelle, la Standard Oil del New Jersey (vale a dire la Esso)”, “La Nazione” 7 febbraio 2001; la Esso non è dei Rockfeller?
[3][3][3] “Corriere della sera” 27 aprile 2006, p.58.
[4][4][4] “Corriere della sera”, ivi p. 58. Ma si vedano anche i volumi Questo è Cefis, di Giorgio Steimetz e Profondo nero, di Peppino lo Bianco e Sandra Rizza (ed Chiarelettere), dai quali emerge che il romanzo Petrolio era dedicato a Eugenio Cefis, ritenuto da Pasolini il fondatore della P2 e tra i mandanti dell’omicidio Mattei. Secondo gli autori dei volumi sopra citati, il personaggio sarebbe coinvolto anche nelle morti di De Mauro e Pasolini stesso. In Profondo nero, sono riportate le dichiarazioni di Pelosi, condannato come unico responsabile dell’omicidio Pasolini, il quale ha confermato che quella sera a uccidere lo scrittore c’erano 5 persone e che l’omicidio fu di natura politica. Dopodiché Pelosi è incappato in una serie di guai giudiziari.
[5][5][5] “Corriere della sera” 27 aprile 2006, p 57. A indicare come assolutamente improponibile la politica economica e industriale di Mattei il “Corriere” incarica Franco Debenedetti ex amministratore delegato della Olivetti e senatore DS, per il quale “C’è una sola politica industriale possibile oggi per l’Italia, ed è liberalizzare” e più avanti:” la difesa dei confini nazionali in economia è una manifestazione di debolezza e non di forza” quelle difese “sono scelte che alla fine impoveriscono il paese”. La vicenda della predazione della Pignone da parte della General Electric a prezzo stracciato (grazie a Ciampi) viene dal medesimo senatore così eufemizzata “la Pignone si è inserita con successo nel gruppo General Electric..”, ivi, p.56. Quei manager pubblici che hanno difeso l’interesse nazionale contro le privatizzazioni selvagge degli anni Novanta venivano polemicamente definiti dal Debenedetti , dal Corriere e dagli atlantisti in generale come “i nuovi Mattei”.
[6][6][6] Il giornalista è Carlo Rossella su “Panorama” 2 marzo 2000, p. 130
[7][7][7] Nello studiare il caso Moro, non si può prescindere dal fondamentale “Archivio Flamini” che annualmente organizza convegni sulla vicenda; ad esempio:” Il 9 maggio 2006 si è tenuta un'importante conferenza sul caso Moro a Oriolo Romano, indetta dall'”Archivio Flamigni”, un centro di documentazione sponsorizzato dall'amministrazione provinciale di Viterbo. L'Archivio contiene i documenti raccolti negli anni dall'ex senatore Sergio Flamigni, il massimo esperto sulla vicenda Moro. Oltre allo stesso Flamigni, i relatori erano il giudice Rosario Priore e lo storico Giuseppe De Lutiis. L'Archivio Flamigni organizzerà ogni anno due conferenze, negli anniversari del rapimento e della morte dello statista democristiano. Lo scopo dell'iniziativa è quello di tenere vivo il ricordo del più grave attacco terroristico contro lo stato italiano e esercitare pressione perché la verità venga a galla. Come il sen. Flamigni ha sottolineato, nonostante tutti i processi finora celebratisi sul caso Moro, numerosi sono i misteri ancora da chiarire. Alla luce del lavoro compiuto dalla Commissione Stragi, presieduta dal sen. Giovanni Pellegrino, gli esperti sono convinti che negli ultimi giorni del rapimento, un “servizio segreto straniero” prese in mano la faccenda, allo scopo di trattare con le Brigate Rosse il rilascio di Moro e la consegna delle carte, con il memoriale e i documenti probabilmente trafugati dallo studio di Moro e dal ministero della Difesa. Ma poi, all'ultimo momento, fu presa la decisione di uccidere Moro. “Mi avevano promesso che l'avrebbero salvato”, disse Cossiga sbiancando in volto, all'annuncio del ritrovamento del cadavere di Moro, il 9 maggio. In seguito, Cossiga ha rivelato al sen. Pellegrino che il servizio segreto in questione era il Mossad. Il dott. Priore, che condusse diverse inchieste sul caso Moro, oltre a quelle famose su Ali Agca e su Ustica, ha smesso le vesti del magistrato per suggerire l'adozione di un “approccio storico-politico”. In primo piano, ha sottolineato Priore, c'è certamente la “conventio ad excludendum” che Moro intendeva sciogliere, nei confronti di una partecipazione del PCI ad un governo democratico. Nel contesto della divisione del mondo nei due blocchi, le potenze occidentali vedevano con “terrore” l'idea che qualche ministro comunista potesse consegnare segreti militari a Mosca. Allo stesso tempo, sarebbe infantile continuare a sostenere un approccio manicheo, secondo cui “è stata la CIA” o “è stato il KGB”. Ad esempio, persino un leader delle BR come Senzani aveva indicato l'esistenza di “un terzo giocatore” nel terrorismo italiano, e cioè la Francia di Mitterrand. E la politica filoaraba di Moro aveva trovato nemici in Israele, il che spiega perché una fazione del Mossad fosse ostile a Moro. “Se vi faccio l'elenco di tutti i i tentativi degli israeliani di compiere attentati sul nostro territorio, voi restate sconcertati”, ha affermato Priore, sottolineando la continuità della politica estera e di intelligence perseguita dalle potenze europee nei secoli XIX e XX. Il terzo relatore, il prof. De Lutiis, ha esplorato altri aspetti oscuri del caso Moro, riguardanti le complicità tra le BR, la criminalità organizzata e i servizi segreti. Egli ha collocato l'assassinio di Moro nel contesto di una lunga catena di omicidi politici: a partire dalla morte di Enrico Mattei nel 1962, “che oggi sappiamo con esattezza trattarsi di un assassinio”, seguita da quella di Kennedy, di Lumumba, Martin Luther King e Robert Kennedy. “Tutte queste persone avevano raggiunto un livello di governo o di influenza che avrebbe potuto cambiare la politica di grandi paesi nella direzione di autonomia nazionale e a favore dei diritti dei paesi più poveri”, ha detto De Lutiis. Due ospiti tra il pubblico, il regista Giuseppe Ferrara, che ha girato il famoso film con Gian Maria Volontè, e l'ammiraglio ed ex parlamentare Falco Accame, hanno consegnato all'Archivio Flamigni la loro documentazione. L'archivio contiene anche le pubblicazioni dell'EIR e il famoso dossier del POE del 1978, intitolato “Chi ha ucciso Aldo Moro”.
[8][8][8]Sulla vicenda si veda ANDRIOLA F.-ARCIDIACONO M., L’anno dei complotti, Baldini e Castoldi 1995.
[9][9][9] L’Italia nel 2006 emetterà bot per circa 200 miliardi di euro, se oggi gran parte di questo debito è sui mercati internazionali e quindi in mano a banche anglo-americane, ciò lo si deve a Ciampi. Senonché, queste banche tengono in piedi quelle agenzie di rating che, declassando il debito pubblico dell’Italia, impongono un più alto tasso d’interesse sul nostro debito, che cresce..
[10][10][10] Sarebbe utile leggere PINI M., I giorni dell’Iri, storie e misfatti, da Beneduce a Prodi, Milano 2000.
[11] Paul Klebnikov, giornalista americano d'origine russa (suo nonno era un ammiraglio bianco, eliminato dai bolscevichi) ex direttore dell’edizione moscovita di Forbes, in un libro-denuncia, dal titolo «The Godfather of the Kremlin» rivelava che Berezovsky si avvaleva della mafia cecena per eliminare in Russia chi gli ostacolava tanta ascesa al potere economico, facendo intender che ne fosse a capo; nel luglio 2004, Klebnikov è stato ucciso da sicari ceceni. Difficile dire mandati da chi.
[12] Leonid Nevzlin fu presidente del “Russian Jewish Congress”,ed ebbe un passato ai vertici del colosso petrolifero Yukos. Insieme ai signori sopra nominati e ad altri come Akhmed Zakayev, Mikhail Cheroy, Alex Goldfarb e altri, egli è coinvolto in tutti i tentativi di destabilizzare l’attuale Russia putiniana.
di Stefano Zecchi (da “il Giornale” 23 IX 09)
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Sono stati banditi dalle università i concorsi a cattedra, e giovani studiosi si preparano a parteciparvi sperando nelle promesse del ministro Gelmini. Il ddl è pronto, e come ha detto il premier ieri, sarà presentato al Consiglio dei ministri a ottobre. È la rivoluzione dell’Università, la riforma di cui si è parlato e che finalmente sta per entrare in vigore. Merito, scientificità, trasparenza sono state le parole d’ordine del ministro dopo aver constatato, entrando nei suoi uffici, con quali procedure indecenti avvenga la selezione dei futuri docenti. Si sarebbe voltato pagina, ci aveva detto il ministro; basta con amici, figli e amanti in cattedra; attenzione alla ricerca, alle pubblicazioni, ai rapporti internazionali dei candidati ai concorsi. E invece le università si preparano a non cambiare niente e le promesse del ministro volano via con le sacrosante attese dei giovani studiosi, ancora una volta beffati. In un precedente articolo avevo spiegato come viene perpetrata la truffa dei concorsi attraverso accordi sottobanco tra docenti per difendere i propri protetti dai rischi di una vera valutazione comparativa. La corporazione accademica mi è saltata addosso perché avrei svelato come si prendono le decisioni nei sancta sanctorum accademici, negando quanto avevo scritto: cose, tra l’altro, notissime anche ai bidelli delle università. Adesso chiunque potrà valutare quanto dirò semplicemente guardando internet.
Ogni università ha, per legge, la possibilità di tracciare un profilo scientifico dello studioso, a cui la commissione di concorso si dovrà attenere per stabilire il futuro vincitore di cattedra. Prendiamo, ad esempio, la cattedra di Estetica, messa a concorso dall’Università di Bergamo.
Una persona di normale buon senso si aspetta che coloro che possiedono dei libri sull’estetica in generale abbiano titoli sufficienti per aspirare legittimamente a vincere quel concorso. E invece no. Ecco il trucco, perfettamente legale, di una legge perfettamente perversa. Cosa si inserisce nel bando di concorso? Il profilo dello studioso richiesto dall’università. Si legga quello preteso dall’Università di Bergamo: il candidato deve essere esperto in «poetiche della narrazione tra storia orale e sociale con particolare riferimento alle geografie dell’area del Mediterraneo». Io, professore ordinario di Estetica, discreto studioso riconosciuto all’estero, a quel concorso è meglio che neppure mi iscriva perché lo perderei. Per quale motivo sono così senza speranze? Perché il profilo proposto dall’Università di Bergamo del candidato che dovrà vincere è tanto specifico da escludere il 99,9 per cento degli studiosi di Estetica. Chi rimane? Quello a cui è stato ritagliato su misura il concorso medesimo, perché ha qualche pubblicazione inerente alle caratteristiche indicate nel profilo del bando di concorso.
Il trucco c’è e si vede: il concorso è in Estetica, non in un suo aspetto particolare, ma l’università, con la furbata del profilo, fa vincere il concorso al candidato che ha gia prescelto, escludendo ogni vera competizione, affinché il pupillo non tema rivali. Alla faccia della trasparenza, del merito e della scientificità. Ma il ministro conosce questi bandi? Gliene riassumo qualcuno.
Università Suor Orsola di Napoli, cattedra in Discipline Demoetnoantropologiche: insegnamento, come chiunque può capire, di straordinaria vitalità per le sorti dell’umanità. Ma si legga adesso il profilo del candidato voluto dall’università: deve avere «approfondito l’insieme delle questioni teoriche e metodologiche inerenti alla costruzione mitologica del contesto urbano partenopeo e abbia studiato in modo particolare il complesso delle pratiche simboliche mitico-rituali relative alla fondazione di Napoli, nonché alle trasformazioni subite dalla narrazione eziologica della vicenda del Nume Patrio nei contesti moderni e contemporanei». E chi mai conosce questo Nume Patrio? Ovvio: il candidato che vincerà il concorso, confezionato per lui.
Andiamo avanti. Università di Catania, cattedra in Letteratura Italiana. Si badi bene: tutta la letteratura italiana è prevista dal concorso. E invece cosa si dice nel profilo? Il candidato deve aver dimostrato «un’interesse particolare per lo studio della letteratura siciliana, anche recente, in dialogo con la letteratura italiana e con quelle europee». E poi dicono dei leghisti padani!
Cattedra di Museologia a Perugia: il candidato deve aver competenze nella «storia della critica d’arte umbra e nei processi produttivi delle botteghe d’arte del Rinascimento». Chi ha competenze dei musei internazionali è meglio che neppure provi a concorrere.
Storia dell’Arte Medioevale nell’Università di Chieti-Perugia. La vincerà chi ha studiato la «scultura lignea tardo-gotica». E chi ha invece competenza a livello internazionale sull’arte romanica? Ha già perso in partenza il concorso.
Università di Teramo, cattedra di Lingua Inglese: «Il candidato dovrà dimostrare di possedere esperienza nell’insegnamento e nella valutazione della Lingua Inglese per scopi Speciali». Scopi speciali: viene il sospetto di qualche misterioso intrigo di cui è a conoscenza soltanto il vincitore predestinato dall’ateneo di Teramo.
Cara ministro Gelmini, ci venga da lei una parola di conforto per i giovani meritevoli da lei tanto amati; e a noi dia qualche spiegazione.
Se i concorsi a cattedra si possono fare soltanto in questo modo indecente, non si facciano affatto. I professori e i consigli di facoltà procedano per semplice cooptazione dei docenti che vogliono nel proprio ateneo, assumendosi la responsabilità oggettiva della loro qualità, senza mascherarsi dietro questi concorsi truffa perfettamente legali. Le responsabilità più gravi cadono sui rettori, sul modo in cui vengono amministrate le università e spesi i denari pubblici. Ma questo lo spiegheremo la prossima volta. Se invece un’università privata intende mettere una cattedra «sul comportamento dei pulcini sopra i piani inclinati ruvidi», lo faccia pure, con i suoi soldi, e non con i nostri.